Affaire Xylella: alcune precisazioni

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Ambiente, Cronaca



Continuiamo a parlare dell’affaire Xylella e riprendiamo da dove abbiamo interrotto ieri, ovvero da un’agenzia (Ansa Puglia) che sosteneva che nel corso delle indagini della procura di Lecce erano stati acquisiti PC e pen drive dall’Università di Bari e dal CNR, mentre altre acquisizioni documentarie erano state fatte nei giorni scorsi nei centri di ricerca dello IAM e dello CRSFA (Centro di Ricerca, Sperimentazione e Formazione in Agricoltura“Basile Caramia”). L’unica imprecisione nella notizia riportata ieri è che le indagini non riguardavano l’Istituto scolastico “Basile-Caramia”, ma solamente il centro di ricerca omonimo.

“L’errore che viene compiuto generalmente – ha commentato Antonio Palmisano, presidente del centro di ricerca – è confondere le due istituzioni rispetto a questo tipo di tematiche”.

Ci rivela che l’acquisizione documentale da parte della Guardia di Finanza è avvenuta all’incirca  8 giorni fa. “Noi  al centro saggiamo i campioni – ha continuato Palmisano – che ci vengono portati dalla forestale che in questo momento sta compiendo il monitoraggio ad ampio raggio su tutta la zona del Salento. Quindi, ci portano i campioni, noi li codifichiamo, li analizziamo e diamo i risultati.  Nel nostro centro non hanno sequestrato nessun materiale: hanno acquisito tutta la procedura interna che noi eseguiamo quando facciamo le analisi sui campioni”.

L’indagine che ha aperto la procura di Lecce, come abbiamo già detto,  è per disastro colposo che, a sua volta, segue due filoni investigativi: quello relativo alla parte scientifica che sarebbe  intervenuta con ritardo e quello riguardante la diffusione colposa del batterio killer.

“Per quanto riguarda noi – ha continuato il presidente del centro di ricerca “Basile-Caramia” – la Guardia di Finanza  è venuta ad accertare in che maniera noi svolgiamo questa attività perché siamo un ente autorizzato dalla Regione Puglia a fare questi tipi di saggi sui campioni. Sono venuti semplicemente a verificare quali sono i processi di acquisizione dei campioni; un tempo i campioni venivano prelevati dal Consorzio di Difesa, adesso se ne occupa direttamente la forestale. Voglio sottolineare una volta ancora che da noi non è stato fatto alcun sequestro. I finanziari sono stati  nel nostro centro per circa 4 ore, ma solo a tiolo informativo, per capire come funzionava l’iter dell’analisi dei campioni, cose  note  solo agli addetti ai lavori”.

Infine ha concluso Antonio Palmisano: “Noi stiamo per organizzare un convegno qui a Locorotondo per gli agricoltori sulla Xylella. Su questo tema, a torto o a ragione, stanno parlando tutti  e bisogna essere estremamente dettagliati a dare le informazioni; una informazione distorta può generare tutta una serie di iniziative  e di cattive pratiche”.


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