Quarantuno giorni all’ombra della Valle d’Itria e 7 partite giocate: 3 pareggi (tutti per 0-0), 4 sconfitte, 7 gol presi e uno solo realizzato (il gol della bandiera nell’1-3 contro la Casertana).
Numeri da retrocessione, se non fosse per i 35 punti conquistati fino al 23 marzo 2015, e che da soli valgono il 99% della salvezza. Potremmo riassumere così, calcolatrice e calendario alla mano, il percorso di mister Eduardo Imbimbo alla guida dell’AS Martina Franca. Un percorso nato il 29 marzo scorso, quando si sarebbe dovuta giocare Martina-Casertana, rinviata poi per problemi all’impianto di illuminazione dello stadio Tursi. In quella calda domenica delle Palme, ricorderanno gli appassionati biancazzurri, ci fu l’esonero ad ora di pranzo di mister Totò Ciullo e una frettolosa conferenza stampa organizzata per il pomeriggio. In quell’incontro, il presidente Muschio Schiavone e il direttore Nino Petrosino spiegarono a stampa e tifosi che il motivo della cacciata del mister di Taurisano era solo uno: la mancanza di polso nella gestione della squadra, con conseguente “copertura” di un gruppo di giocatori che a dire della società pretendevano tanto e rendevano poco. In quel giorno, nella foga del momento, si misero sul tavolo anche una serie di questioni che forse poco importavano ai tifosi, come la spartizione del cibo nei pranzi, il rimborso carburante o la diatriba su dove dormire.
Comunque, un dato fu chiaro e fu ripetuto ad alta voce e pugni serrati da Petrosino: dopo lo 0-1 contro il Barletta la società aveva compreso che la squadra era allo sbando e che non si sarebbe più vinta una partita, minando di fatto l’ottimo torneo svolto fino a quel momento. Da lì la venuta dello sconosciuto (ai più) mister Eduardo Imbimbo, tecnico con all’attivo solo una stagione e mezza in panca a Campobasso e un esonero, condito da 18 sconfitte in 36 partite. Il quadro pareva quindi non proprio roseo, ma il neo-mister promise impegno e la ferma volontà di recuperare le “mele marce” (con ovvio riferimento a Adriano Montalto, resosi protagonista di esternazioni contro la dirigenza e notti brave in città). “Se i ragazzi non mi seguono, dopo Messina sono pronto ad andar via senza problemi, – esordì Imbimbo – io sono venuto qui a fare calcio e non la comparsa”, e la partenza parve almeno incoraggiante: 0-0 nell’insidiosa trasferta di Messina, con Montalto in panchina.
Da quel momento in poi Montalto sparisce dai radar (“Mi riferiscono che abbia problemi fisici e i certificati lo dicono”, dirà il presidente in seguito) e con lui anche i gol. Già, perché per vincere serve gonfiare la rete. Il Martina nelle 7 partite dell’era-Imbimbo ne realizza solo uno con Francesco De Giorgi in Martina-Casertana (finita 1-3) e palesa grosse mancanze in fase avanzata. D’altronde, come fare a meno all’improvviso di un giocatore da 10 gol e 6 assist in stagione? Lo stesso Pietro “Biccio” Arcidiacono, fermatosi a quota 9 centri, nella conferenza stampa dopo Martina-Lecce (finita 0-1) dirà davanti ai nostri microfoni: “Faccio avanti e dietro e gioco pure prima punta, trovandomi i bestioni contro… Mi manca solo di giocare in porta!”; palesando quindi forti mancanze nell’avanti martinese, che oltre a Magrassi fuori ormai da mesi ha contato su Filip Pivkovski (0 gol in stagione) e Simone Caruso (1 gol).
I gol latitano e anche le prestazioni convincenti: il Martina non gioca e non segna, ma nonostante questo contro il Lecce arriva la salvezza con due giornate di anticipo. Il merito, diciamolo pure, arriva anche dalle penalizzazioni che hanno colpito le altre squadre dirette concorrenti per la salvezza e da un cammino di chi inseguiva certo non entusiasmante. Tutto il contrario del rush salvezza dell’anno scorso, quando il Martina vinceva e le avversarie anche. Nella conferenza stampa al Tursi dopo il match perso contro Miccoli e soci, arrivano alcune domande pungenti per Imbimbo: ad un giornalista salentino che gli chiede cosa ci sia da festeggiare senza aver mai vinto, il mister resta in silenzio per due secondi e poi sbotta “Per me è come se avessi vinto, perché noi comunque le partite le prepariamo seriamente durante tutta la settimana. Per me l’impegno dei ragazzi ha il sapore della vittoria. Faremo il possibile per fare i tre punti nelle ultime partite”. A chi faceva presente che forse per sportività bisognava ringraziare nello specifico mister Ciullo, Imbimbo risponde: “L’ho già detto, sono arrivato con 35 punti, merito della società e quindi anche merito di Mister Ciullo”. Qualche minuto prima il duo Muschio-Petrosino si era detto soddisfatto dell’operato del tecnico, capace – a loro dire – di aver riportato il sorriso nello spogliatoio e una calma che mancava da mesi. Petrosino si spingerà addirittura oltre, “autoringraziandosi” per la scelta del nuovo tecnico: “A salvezza raggiunta ringrazio tutti, ma modestia a parte, permettete di ringraziare me stesso per una decisione che richiedeva senso di responsabilità”.
Nonostante la promessa di impegno nelle ultime due partite, i match contro Paganese e Reggina sono state delle gite giocate col cervello ormai staccato, occasioni buone solo per far esordire alcuni giovani e mettere in mostra chi aveva giocato poco in stagione. Dopo lo 0-0 a Pagani, sabato è stata la volta dell’ultima giornata, con la Reggina venuta al Tursi a caccia di punti per i playout e tornata in Calabria con un bel 0-2. Mentre i giocatori festeggiavano e abbandonavano alla spicciolata lo stadio in vista delle vacanze, in una sala stampa quasi deserta si è presentato un Imbimbo piuttosto seccato, che, dopo i ringraziamenti a società, tifosi e giocatori, ha parlato così del proprio futuro: “Non devo essere io a fare un bilancio, credo che a questo dobbiate rispondere voi, perché è inopportuno che lo faccia l’allenatore. Non mi va di parlare delle difficoltà che ho trovato qui e sono stanco di ripetere a chi è distratto che ringrazio chi ha fatto 35 punti (Ciullo) e i giocatori che c’erano. Sarò sempre riconoscente a chi mi ha dato questa opportunità, e spero di poter essere preso in considerazione per il futuro e per un progetto dove possa metterci le mani e le idee che ho. Aspetto una risposta, in modo da poter anticipare i tempi e muoverci senza fretta”.
A questo punto, alla nostra domanda sui giocatori che ha trovato e su quelli che vorrebbe in caso di conferma, il mister ci interrompe così: “Io ho fatto quello che potevo sapendo delle difficoltà, e anzi, ringrazio la società per aver tenuto all’ombra il fatto che ho rifiutato due giocatori”. Riprendiamo la parola contestando il fatto che lo stesso Imbimbo aveva promesso all’arrivo di recuperare le “mele marce”, e questa è la risposta: “Non c’è stato verso di recuperare nessuno. Io sono abituato a parlare poco, e se non vengo seguito subito, evito di perdere tempo”.
Il tecnico è convinto di aver fatto bene e aspetta segnali da Via Diaz, per poter iniziare presto un percorso che porti a farlo sentire davvero “martinese” (parole sue di sabato, nda), tutto ciò mentre presidente e direttore disertavano la conferenza stampa, preferendo rimanere all’esterno. La sensazione è che all’interno della società seguirà un periodo di reset, periodo utile tra l’altro a chiarire alcune dinamiche interne, in primis quella della mancanza di un direttore sportivo capace di dare ordine all’interno (così come ammesso da Petrosino alla presentazione di Imbimbo); senza contare la volontà del presidente Muschio Schiavone di allestire un tavolo con gli imprenditori del territorio, in modo da studiare eventuali partnership e dare a Martina Franca e al Martina un progetto competitivo. L’iscrizione alla Lega Pro 2015-16 infatti richiede una serie di adempimenti ancora più aspri e stringenti, e con 19 club indagati per iscrizione irregolare per la stagione appena conclusa, programmazione e serietà sono concetti prioritari.
Il tempo darà le sue risposte, ma una corsa è certa: per la prossima stagione non ci sarà l’alibi del ripescaggio e dell’aver allestito la squadra in pochi giorni. Ora la certezza di disputare la prossima Lega Pro 2015-16 c’è già e bisognerà semmai tastare il polso (nei tempi utili) dei diversi attori in scena: società, imprenditori, Amministrazione Comunale.
Vi lasciamo con la conferenza stampa del tecnico:

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