Non ci vedremo più al “Tempo di cambiare”

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Da Martina Franca a Roma, passando per Lecce, Bari e tutte le sedi universitarie in cui sono sparsi i ragazzi di Martina Franca, c’è allarme, il graffito “E’ tempo di cambiare” nella villa comunale sta per sparire, lavato via nei lavori di ristrutturazione della facciata del palazzo, scritta abusiva che è resistita più di vent’anni, intere generazioni di giovani che ci hanno passato del tempo, seduti sul marciapiede, o in piedi, in un posto a cui quel graffito ha dato il nome. “Ci vediamo al tempo di cambiare“, ci si diceva un tempo, ma ora non ci potremo vedere più.

In realtà già da tempo le dinamiche giovanili hanno spostato i punti di riferimento. Dalla villa si passò in piazza Crispi e ora invece sono affollate le stradine laterali di via Taranto. Ma per vent’anni, da quel mattino di primavera inoltrata in cui Marcello Mansueto approfittò di uno sciopero a scuola per comprare le bombolette e dare colore ad una parete troppo vuota, quel posto ha avuto un nome, e quindi un’identità. Il “Tempo di cambiare“. Marcello, che ora sta a Roma e quella passione l’ha trasformata in un lavoro, racconta a MartinaNews che “mancava ancora un colore e la mia firma. Solo che arrivarono i carabinieri e scappai“. Non sembra sentirsi troppo legato a quel lavoro, ma sottolinea come in realtà per tanti abbia rappresentato un punto di riferimento. Una specie di seconda casa che dal 1992, mentre i vecchi partiti crollavano sotto i colpi della Procura di Milano, mentre l’Italsider veniva svenduta ai Riva, dopo due anni dalle “Notti magiche” dei mondiali ’90, un sedicenne dava vita a qualcosa che avrebbe ecceduto la semplicità delle forme e dei colori, diventando una seconda casa per tanti. Poi, ovviamente, si cresce e le generazioni si susseguono, fino a quando la villa, a causa dei lavori che per tanto tempo l’hanno chiusa, ha perso il ruolo di luogo di ritrovo.

Ma quel graffito, quelle lettere enormi blu e nere stavano lì, imperiture, a ricordare a tanti che di lì erano passati che comunque un giorno si sarebbe potuto ritornare.

Fino a quando il condominio ha deciso di dare un taglio, rifare la facciata, pulire le scritte che nei vent’anni hanno sporcato anche il graffito di Marcello Mansueto, e ripristinare tutto com’era un tempo. Le generazioni sono state poco generose, ma si sa, scrivere su un muro, al di là degli afflati sicuritari semisquadristi, è segno che un posto, un muro, una facciata, è sentita propria. E il graffito di Marcello, si era tramutato esso stesso in superficie su cui scrivere, fino a rovinarlo, sinceramente.

Alla notizia del rischio di perderlo (ci fanno sapere che avrà massimo altri dieci giorni di vita), esprimiamo tutto l’allarme che queste pagine possono ospitare, perchè per tantissimi cittadini martinesi, ormai adulti, quel posto ha un valore enorme, storico, biografico, emotivo. Lanciamo l’allarme perchè “E’ tempo di cambiare” ha un valore inestimabile per centinaia di noi e vorremmo ancora avere la possibilità, magari l’ultima, di darci appuntamento lì.

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