As Martina. Petrosino minaccia Coletta. Ma i soldi per la fideiussione?

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Calcio, Sport



Il Consiglio comunale di Martina Franca, ieri pomeriggio, è stato rinviato. Ufficialmente, come si legge dalla nota di Palazzo Ducale, per il lutto cittadino, ma voci di corridoio indicano più un problema di tenuta della maggioranza per la questione dei debiti fuori bilancio. Il Consiglio di ieri avrebbe dovuto approvare anche la convenzione tra la società dell’As Martina per lo stadio Tursi, obbligatoria per l’iscrizione alla Lega Pro per la prossima stagione. La società avrebbe dovuto consegnare i documenti in Federazione entro domani, ma tutto sarà rimandato. Per questo ritardo dovrà pagare, secondo il comunicato ufficiale della squadra, un’ammenda di diecimila euro. Vero è che da questo punto di vista c’è stata una vera e proprio leggerezza da parte dell’Amministrazione.

Sempre entro sabato, comunque, dovranno essere inviati le copie dei contratti per la fornitura dei servizi di ticketing, controllo accesi e stewarding e la certificazione dell’accettazione, da parte delle autorità competenti, del sistema di videosorveglianza e delle soluzioni adottate per la separazione strutturale delle tifoserie. Sarà necessario, inoltre, presentare la certificazione in merito alla presenza di un gruppo elettrogeno, qualora durante le partite in notturna, dove andare via la luce.

Petrosino ha fatto convocare una conferenza stampa in sede, urgentemente, per sparare a zero contro l’Amministrazione di Martina Franca, contro il sindaco e contro Stefano Coletta, rei di voler ammazzare il calcio a Martina Franca. Ma quella convenzione, così com’era, a Petrosino nemmeno piaceva: “Il Comune ha perpetrato un atto criminoso nei confronti della nostra società e dico apertamente che anche se avessero approvato questa convenzione in Consiglio, non l’avrei mai firmata. Questa convenzione è un cappio al collo. Questa Amministrazione sa fare solo ostruzionismo“.

Alla fine della conferenza stampa, quando i tifosi se ne sono andati via, esce fuori un’altra verità, più pericolosa, per il futuro del calcio. Sembra infatti che i soldi per la fideiussione non ci sono, o meglio, quest’anno è più difficile trovarli. Questo dichiara Petrosino, nonostante nella nota ufficiale non compaia. Eppure i 400.000 euro sono fondamentali per l’iscrizione alla Lega Pro. Massimiliano Lippolis, avvocato leccese da poco entrato in società, su questo argomento glissa: “Non credo ci siano problemi da questo punto di vista, siamo nelle stesse condizioni delle altre 59 squadre professioniste della Lega Pro”.

Quello che sembra, però, è che la questione concessione dello stadio esondi il limite calcistico e sfoci nelle dinamiche politiche locali, e i tifosi e la città, questo, non possono permetterselo.


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