Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese. Online una petizione per il completamento delle piste ciclabili

Una petizione per dare alla Ciclovia dell’Acquedotto pugliese la palma di più bella “via verde” d’Europa, attraverso il completamento della pista ciclabile venisse completata. Decine e decine di chilometri da percorrere in bicicletta, che – come già accade in altre parti d’Europa – porterebbero turismo e nuove opportunità. E’ stata pubblicata su change.org (CLICCA QUI) una petizione online con la quale si richiede il completamento della ciclovia:

La Puglia è la regione d’Italia che, sprovvista di importanti fiumi e di laghi, veniva descritta già duemila anni fa da Orazio come “terra assetata”. La cronica mancanza d’acqua ha fortemente condizionato la vita e lo sviluppo agricolo e produttivo di una delle regioni più belle d’Italia fino a quando, cento anni fa, venne inaugurato l’Acquedotto Pugliese, un’opera monumentale e dall’altissimo contenuto ingegneristico che ha finalmente portato l’acqua in tutta la Puglia.

L’Acquedotto Pugliese viaggia sfruttando la forza di gravità lungo tutta la sua condotta storica grazie a gallerie, trincee e ponti canale e si presenta come un gigantesco fiume nascosto che scorre in leggera pendenza per circa 450 km dalle fonti del massiccio del Cervialto, in Irpinia, fino a Santa Maria di Leuca in Salento.

Il leggero dislivello del percorso dell’Acquedotto, combinato con le condizioni climatiche eccezionali, può rappresentare un vantaggio competitivo straordinario se sfruttato opportunamente. I fiumi del nord Europa vengono da tempo utilizzati per attrarre milioni di turisti in bicicletta con questi risultati:

  • I 300 km della ciclovia del Danubio che attraversano l’Austria generano ogni anno 71,8 milioni di euro di indotto per il tessuto economico locale.
  • Ogni km della ciclovia della Loira genera ogni anno 37 mila euro di di indotto per l’economia locale.

Cosa accadrebbe se si importasse lo stesso modello in una regione con un clima nettamente più favorevole? Si moltiplicherebbero gli impatti sociali ed economici di una già fondamentale infrastruttura strategica, si favorirebbero la microimprenditorialità, la redistribuzione economica su tutto il territorio e la destagionalizzazione del turismo anche in zone lontane dal mare.

Un primo tratto della Ciclovia dell’Acquedotto è già stato completato: si tratta dei 10 km che vanno da Ceglie Messapica a Figazzano. Lo scorso mese di giugno abbiamo avuto il piacere di percorrerlo assieme a ciclisti provenienti da tutta Italia e abbiamo raccolto le loro opinioni. È evidente che la Puglia ha un grande potenziale economico che, però, non risiede nelle esigue risorse petrolifere che giacciono di fronte alle proprie coste, bensì in quel patrimonio storico, culturale e naturalistico costruito nel corso dei secoli.

È arrivato il momento di valorizzarlo attraverso investimenti mirati che siano in grado di rivitalizzare il tessuto economico locale, il tutto nel completo rispetto della natura e del territorio. È per questo che chiediamo il completamento della Ciclovia dell’Acquedotto lungo tutto il suo principale itinerario narrativo, da all’Irpinia al Salento: per un rilancio economico della Puglia, affinché tutto il Mezzogiorno d’Italia possa avere davanti ai propri  occhi un modello di sviluppo che richieda bassi investimenti, sia sostenibile per il territorio e valorizzi quelle caratteristiche e tradizioni locali che tutto il mondo ci invidia.

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