Intervista a Giusy Ancona, ex ginnasta della nazionale: “Sport è vita”

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Si è concluso da poco l’anno sportivo 2014/2015 per Giusy Ancona, 32 anni, ex ginnasta della nazionale italiana e attualmente Tecnico Federale e Giudice Nazionale di Ginnastica Ritmica per la F.G.I. (Federazione Ginnastica D’Italia), Direttrice Tecnica della Regione Puglia per la sezione di ginnastica ritmica e tecnica collaboratrice per la attività addestrative nazionali rivolte al settore giovanile, e tecnica responsabile della A.S.D. Tyche Ginnastica Ritmica Martina Franca. Un anno pieno di difficoltà e di emozioni conclusosi con il Gymcampus a Martina Franca dedicato alla ginnastica agonistica di alta specializzazione.

Noi di Valleditria News abbiamo spesso dato spazio ai giovani martinesi che, nel silenzio, e tra mille difficoltà, si sono realizzati emergendo e distinguendosi per capacità e caparbietà a livello locale e nazionale, ognuno nel suo campo, ognuno nel proprio mondo e nella propria arte.

L’intervista realizzata a Giusy Ancona è come riaprire un cassetto, di cui ormai si era persa memoria e che ognuno di noi possiede, e rileggere una lettera colma di emozioni e di tempi che furono, di sport, di sacrifici, di amori e di sogni.

Di seguito l’interista integrale:

Partiamo dall’ultimo appuntamento della stagione, il Gymcampus. Spiegaci cos’è e come mai è stata scelta Martina Franca come meta.

Il Gymcampus è un progetto educativo sportivo e nel caso di Martina Franca dedicato alla ginnastica agonistica di alta specializzazione. Fa parte delle attività addestrative nazionali della nostra federazione FGI. Sono state convocate una ventina di ginnaste dalla Direzione Tecnica Nazionale di Ginnastica Ritmica e provenienti da tutto il sud italia di età compresa tra i 10 e i 12 anni sotto la guida di Laura Lazzaroni (responsabile) e poi, come tecniche, io e Daniela Rinaldi. Oltre alle attività addestrative, il Gymcampus di Martina Franca, durato dal 05 al 11 luglio, è stato sede di formazione per 10 nuove tecniche per il conseguimento della qualifica Nazionale di terzo livello. 

L’amministrazione comunale come ha contribuito a questo evento?

Le attività addestrative si sono svolte  presso il Palazzetto dello Sport “Karol Wojtyla” di Martina Franca, dove, grazie all’Amministrazione Comunale e alla Società di riferimento locale (Tyche Ginnastica Ritmica Martina Franca), è stato predisposto un allestimento specifico per le attività di alta specializzazione. Non avremmo potuto fare niente senza l’aiuto dell’Amministrazione e dell’ass. Stefano Coletta che, in oltre, hanno organizzato visite guidate nel centro storico e a Palazzo Ducale per le giovani atlete.

Passiamo a te. La convocazione in nazionale è stato un traguardo importantissimo nella tua vita, frutto di un lavoro durato anni, e di una giovinezza fatta di sudore e palestra.

La vita sportiva di una ginnasta inizia molto presto ed è molto breve. Io ho iniziato a fare ginnastica a tre anni, quindi sono quasi 29 anni che vivo in questo mondo, ho smesso di gareggiare nel 2000 e da li è iniziata la mia seconda carriera…quella da tecnica. A 8 anni ho iniziato a gareggiare vincendo parecchi titoli regionali e podi interregionali che mi hanno permesso sempre di qualificarmi ai campionati italiani. Dalla serie C alla serie B per poi andare in prestito presso due società: Flaminio Roma (Lazio) e Muggiò ’75 (Lombardia ); partecipando per diversi anni al campionato di Serie A e cavalcando palcoscenici nazionali ed internazionali. A 10 anni  sono stata convocata per la prima volta agli allenamenti nazionali estivi giovanili, da lì un percorso in crescita che mi ha portato ad entrare a far parte prima della squadra nazionale giovanile e poi, nel lontano 1996, il sogno di essere convocata nella squadra nazionale. Quella vera… quella che si prepara per le olimpiadi!

Essere ginnasta però vuol dire anche dimenticarsi di essere bambina, ti impone ad una maturità forzata non facile da affrontare, anche se vieni convocata dalla nazionale italiana.

E’ vero, da piccola niente feste di compleanno, niente giornate di riposo, niente divano, niente amichette, tranne le compagne di squadra che sono le uniche a capire realmente chi sei e perché fai tanti sacrifici, niente vacanze e un alimentazione corretta. Però non ho nessun rimpianto, ho sempre fatto ciò che amavo fare e per me questa è la normalità…diventa solo uno stile di vita diverso, non anormalità. Prima ancora della tecnica c’è la disciplina, il rispetto per se stessi e per il gruppo, umiltà, sacrificio, determinazione per riuscire a superare qualsiasi ostacolo e i propri limiti e lealtà, anche se ormai è un messaggio difficile da far passare visto la società di oggi….

E ora come ci si sente, dopo tutti gli anni passati a sacrificare la propria vita negli allenamenti, a donare la propria professionalità agli altri continuando a sacrificarsi?

Stare dall’altra parte non è semplice… anzi direi difficilissimo, se prima tutto dipendeva solo da me stessa, dalla mia determinazione, dalla mia voglia di raggiungere gli obiettivi attraverso la mia forte passione, al mio lavoro e ai miei sacrifici adesso tutto questo è nelle mani delle mie ginnaste, e guidarle non è sempre semplice. Infondere loro la passione e la forza di affrontare gli allenamenti, i campi gara con il giusto spirito e con la giusta determinazione è un lavoro molto più complicato che insegnare la ginnastica ritmica. Avere la preoccupazione di averle allenate bene, di averle motivate nel giusto modo per fare in modo che riescano a ricevere le soddisfazioni che meritano dopo tanto lavoro, gestire i genitori che a volte non capiscono e si chiedono il perché di tanti sacrifici per uno sport, fare loro da insegnante, da sorella, da amica consigliera, da psicologa, da mamma in tante situazioni è un lavoro che prosciuga tante energie e che non si limita solo all’allenamento, che per me è la parte più facile. E’ vero, io sacrifico la mia vita da sempre per il mio sport, ma la verità è che è ciò che ho sempre amato fare, voluto e desiderato prima da ginnasta e adesso da tecnica… le sensazioni, le emozioni e gli sforzi, i sacrifici e le difficoltà… infinite, sono diverse ma riconducibili tutte alla passione per questo sport… Quindi, e ora rispondo finalmente alla tua domanda, ci si sente pronti a tutto… o quasi.. a vincere e gioire, a perdere, rialzarsi e ricominciare…sempre! 

Quando le cose non vanno come noi vorremmo pur sapendo di aver preparato al meglio le ginnaste, pur essendo loro consapevoli di aver dato il massimo, si ricomincia da capo sapendo che dalle sconfitte c’è sempre da imparare…e questa è vita.

Hai deciso da qualche anno di puntare su Martina Franca, la tua città, aprendo una società che si chiama Tyche, ha un significato particolare il nome?

Tyche nasce il 18 Agosto 2011 dal forte desiderio di voler creare con il tempo una scuola di ginnastica ritmica nella mia città, dove da sempre si registra una mancanza di strutture adatte. Ispirata al meraviglioso mondo dell’antica Grecia, luogo nativo, forse non a caso, della democrazia e dei giochi olimpici, Tyche (dal greco Τύχη ) è una dea Greca che garantiva la floridezza di una città e il suo destino e ne proteggeva l’ingresso. Tyche simboleggia anche la fortuna che nella vita e nello sport….non guasta mai! 

L’anno appena concluso è stato pieno di soddisfazioni, tre campionati italiani e una convocazione in nazionale. Non poteva concludersi meglio… 

Si può sempre fare meglio, ma dopo solo tre anni non posso che essere orgogliosa e fiera del mio lavoro e di quello delle mie ginnaste. Parlando sempre del settore agonistico, è stato un anno difficile ma ricco di soddisfazioni, tutte le ginnaste fanno parte del gruppo regionale delle migliori ginnaste pugliesi. Provo a fare un po’ di sintesi, anche se non è facile racchiudere un anno in 4 righe. Per quanto riguarda i campionati a squadra abbiamo partecipato al campionato di serie C, dopo due prove disputate nel campionato regionale siamo vice campionesse regionali qualificate al campionato Interregionale zona Sud (Puglia, Campania, Molise, Calabria, Sicilia, Basilicata) dove abbiamo conquistato un titolo importantissimo “Vice campionesse interregionali di serie C“…risultato che alcune società storiche della puglia non hanno mai conseguito. La ginnasta Manzulli Paola, campionessa regionale al nastro e bronzo al cerchio nella fase regionale del campionato di specialità, ha conquistato la sua qualifica interregionale e sfiorando la qualifica al campionato italiano. Le ginnaste Morelli Martina, Lippolis Serena, Matarrese Alice hanno conquistato dopo la prova regionale l’accesso alla fase interregionale mentre la ginnasta Lacarbonara Elena, nella fase regionale, ha conquistato il podio accedendo al campionato Interregionale dove si è qualificata al campionato italiano. Sempre Lacarbonara è stata selezionata per entrare a far parte degli allenamenti nazionali estivi che la Federazione Ginnastica organizza per monitorare le ginnaste più futuribili a livello nazionale.

Un anno intenso e ricco di risultati che Martina Franca, nella ginnastica ritmica, non aveva da quando io ero ginnasta…

Una giovinezza fatta di corsa, lasciata indietro senza neanche un ringraziamento, una carezza, un saluto… non c’è tempo, nella vita di un atleta, per guardarsi troppo indietro e piangersi addosso. La data della prossima gara è troppo vicina. Allora respiri, non solo perché vivi e sei felice per quello che hai, per quello che fai, ma per quello che sei diventato. Sei figlia di quei sacrifici e dopo anni a rincorrere, ora pensi ad insegnare agli altri come correre nel modo giusto. Si spezzano le catene del ricordo, il passato riacquista il suo ruolo e ritorni ad essere un campione, per pochi istanti, ancora in corsa, dopo una vittoria, a braccia aperte contro il vento e verso nessuno, felice per la ritrovata libertà.

Tutt’ora la mia vita non è cambiata – afferma Giusy Ancona prima di lasciarci e a conclusione dell’intervista – …palestra, palestra e palestra, ma sono felice…

E questo è l’urlo silenzioso del campione.


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