Un lampione dell’illuminazione pubblica che manca dal centro storico da maggio, nonostante la segnalazione del comitato di quartiere. Sembra che sia stato smontato per una manutenzione, perchè appeso solo dal cavo elettrico. Nel frattempo, dopo due mesi, se ne sono perse le tracce.
L’attenzione da parte delle istituzioni e di alcuni enti per il centro storico di Martina Franca sembra diminuire in maniera proporzionale alla lontananza dalle vie principali. Basta addentrarsi nelle viuzze del centro storico, molto frequentate dai turisti, che sembra sia lasciato a sè stesso e alla cura degli abitanti. Percolato davanti ai locali, chiazze di olio di auto, abusivismo, abbandono, sono il leitmotiv di uno dei più bei borghi della Valle d’Itria, eppure non si contano gli appelli perchè venga curato. Tutto sembra finire, però, nei pressi delle vie principali o delle chiese, magari resaturate, puntare il dito contro i padroni di cani che non puliscono, mentre accanto il basolato davanti ai locali alla moda è diventato nero. La discussione sul centro storico si limita troppo spesso a diatribe su facebook tra presunti esperti di belle arti, tra professionisti, mentre gli abitanti vivono, minuto dopo minuto, i pregi e i difetti di una condizione sicuramente limitante. Come la questione dei parcheggi, con l’estramurale ormai satura e una pressione non indifferente.
Ai disagi dei cittadini si uniscono quelli dei commercianti. Da tempo infatti alcuni chiedono insistemente una segnaletica che nonostante le promesse non viene installata.
Gli appelli si sprecano, ma troppo spesso si concentrano sul lato estetico del borgo antico e non su problemi strutturali, come per esempio l’apparato fognario, quasi costantemente intasato, o le cisterne di amianto appartenenti a privati che non vengono tolte. Il lampione in via Ghibellini è l’ennesima dimostrazione che per il centro storico di Martina Franca vale la regola “occhio non vede, cuore non duole”.

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