Parcheggi: la coop dovrà risarcire i lavoratori. Cgil: “Comune non poteva non sapere”

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Politica, Società


La cooperativa Labor et Securitas dovrà rimborsare decine di migliaia di euro ai propri lavoratori. Lo stabiliscono diverse sentenze di cause di lavoro, per ultima quella della Direzione Interregionale del lavoro di Napoli, datata 5 giugno 2015.

Li vediamo ogni giorno, con le divise gialle, a presidiare i parcheggi blu di Martina Franca, di cui alcuni sono proprio sotto il naso di Palazzo Ducale, utilizzato spesso da politici e amministratori. Sette giorni su sette, otto ore al giorno, anche durante i festivi, Natale compreso. Secondo le sentenze delle DTL, la cooperativa non pagava abbastanza, o meglio pagava molto meno di quanto avrebbe dovuto. Ora è condannata a rimborsare i lavoratori, con risarcimenti che arrivano anche a oltre diciottomila euro, e a niente è servito presentare ricorsi o proporre riconciliazioni, come quella del 12 novembre 2014, quando la cooperativa propose ad un lavoratore un rimborso di 500 euro.

Il 16 luglio scorso la cooperativa ha indetto un’assemblea dei soci-lavoratori per tentare di salvare in extremis la situazione, dal suo punto di vista, dichiarando lo stato di crisi, chiedendo ai propri soci lavoratori di rimettere i debiti. Ma la direzione è andata in minoranza, i lavoratori pretendono i soldi che spettano loro.

La battaglia tra cooperativa e soci va avanti da quasi subito, da quando il 18 ottobre 2011 si aggiudicò la gara per la gestione dei parcheggi a pagamento di Martina Franca, per tre anni. Era l’unica partecipante e la proposta economica fu di 97.461 euro all’anno, più o meno ottomila euro al mese da dare al Comune. Da allora c’è stato un susseguirsi di azioni da parte dei lavoratori, alcuni licenziati ingiustamenti, tutti gli altri, come dimostrano le sentenze, non pagati adeguatamente. E tutto sotto gli occhi di Palazzo Ducale, che o non sapeva, o ha fatto finta di non vedere.

E’ la Cgil di Martina Franca a occuparsi da subito della vicenda. Già a settembre del 2012 aveva segnalato licenziamenti illegittimi e aveva sollecitato l’intervento della Direzione Territoriale del Lavoro e della Guardia di Finanza, cosa che poi è accaduta. Ma la situazione non sembra essere mutata sensibilmente, anzi, gli oltre 15 lavoratori che gestiscono i 271 stalli a pagamento in tutto questo tempo hanno preso molto meno di quanto avrebbero dovuto, e lo dicono le sentenze. Isabella Massafra, coordinatrice della Camera del Lavoro di Martina Franca, commenta: «La situazione è insostenibile e c’erano le condizioni perchè il contratto con il Comune poteva essere risolto. Abbiamo inoltre tentato di agire direttamente sulle banche per recuperare i crediti spettanti ai lavoratori, ma sui conti intestati alla cooperativa abbiamo trovato solo poche decine di euro». Dove sono andati a finire i soldi, quindi? Basta fare un rapido calcolo, e moltiplicare gli stalli, 271 come da contratto, per 80 centesimi, quindi per otto ore al giorno per un mese. Il risultato è abbastanza per coprire il contratto con il Comune e pagare i soci-lavoratori. Ci chiediamo, a questo punto, anche se la cooperativa rispetta gli obblighi con il Comune.

Nel frattempo, però, proprio il 16 luglio, giorno dell’assemblea dei soci, incontriamo Pasquale Lasorsa, assessore con delega alla Viabilità che ci assicura che la nuova gara sarà bandita a breve, anzi «proprio alle 13.57 è arrivata sulla mia scrivania la delibera». Proprio il giorno dell’assemblea che ha messo in minoranza la direzione della cooperativa, che non c’erano gli estremi per una conciliazione pacifica e che non ci fosse crisi vera o presunta che tenga. Un giorno fortunato il 16 luglio. Lasorsa, in merito alla questione dei lavoratori, commenta: «Abbiamo chiesto più volte alla Cgil di mandarci le carte, ma non l’ha mai fatto». Eppure Isabella Massafra ci dice il contrario, che il Comune è stato sempre costantemente informato, a partire dalle prime sentenze sui licenziamenti illegittimi, dal 10 ottobre 2013. Inoltre, aggiunge la coordinatrice della Camera del Lavoro: «Il controllo sul rispetto delle clausole contrattuali spetta all’Amministrazione, la Cgil aveva avvisato per tempo.  La situazione era evidente, perchè non è intervenuto prima?». Già, perchè per tre anni i lavoratori della cooperativa hanno lavorato per quattrocento euro al mese, sotto ogni tipo di condizione metereologica, a Natale, d’estate, senza che Palazzo Ducale si prendesse la briga di verificare se le denunce della Cgil, peraltro accolte sia dalla DTL che sostenute dalla Guardia di Finanza, fossero veritiere?

Dallo staff del sindaco ci dicono che la nuova gara sarebbe stata pronta già da mesi, solo che ad un certo punto si è bloccato tutto. Forse non si sarebbe fatto in tempo a evitare la proroga, ma ci chiediamo, se in così poco tempo si riuscirà a evitarne un’altra.

(articolo pubblicato sul Nuovo Quotidiano di Puglia il 26 luglio 2015)

 


commenti

1 Commento

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Commenti

  • gino ha detto:

    Ma è proprio necessario che il comune si rivolga a queste cooperative per gestire un servizio che potrebbe benissimo essere erogato con distrubutori automatici di biglietti, come a Taranto?
    Si incasserebbe molto di più, senza ingrassare gente senza scrupoli che sfrutta il lavoro di disperati.
    Tra l’altro a Taranto le aree di parcheggio servite così sono molto estese, mentre a Martina è assurdo che non si pensi a mettere una macchinetta per una piazzetta come piazza Umberto.