Ieri sera il Locus festival ha ospitato Elita Summer Sessions: il nuovo format che esprime le diverse sfaccettature dell’immaginario musicale di Elita Milano, al di fuori dei tempi e dei luoghi soliti, inaugurando un percorso di nuove collaborazioni con festival italiani dalle identità affini. Il primo passo di questo progetto nasce con la perfetta fusione della proposta di Elita col programma artistico e le location di Locus Festival, giunto alla sua undicesima edizione.
E ieri sera, sul un palco piuttosto minimal all’interno del Mavù, il pianista tedesco Nils Frahm ha proposto la sua miscela di classica, elettronica e beat. Un talento venuto a contatto con la musica molto presto: durante l’infanzia studiò il pianoforte presso Nahum Brodski, studente dell’ultimo alunno di Tchaikovsky. Grazie ad egli Frahm cominciò a immergersi nei vari stili dei pianisti classici, prima di cominciare egli stesso l’attività di compositore contemporaneo. Oggi Frahm lavora come compositore e produttore a Berlino.
Destreggiandosi fra piano verticale, synth, echi e campionatori, Frahm ha deliziato il numeroso pubblico giunto al Mavù con una performance molto intima e che ben si intonava alla location, coi suoi trulli magici e carichi di storia. Con il party di chiusura di oggi, il Locus saluta tutti e dà il suo arrivederci al 2016, per un’edizione ancora più spettacolare e coinvolgente.











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