Un monumento all’ignoranza

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Ambiente, Cronaca



Un nostro lettore ci segnala la presenza di un cumulo di sacchetti di immondizia in un angolo in Piazza D’Angiò. Segnalazioni del genere ce ne arrivano tante, davvero, da tutte le parti di Martina, sacchetti abbandonati e cumuli di rifiuti. Di solito tutto si risolve la mattina successiva, con la buona pazienza degli operatori Tradeco che, nonostante le evidenti difficoltà in cui si trovano, fanno il loro lavoro coscientemente.

La storia di questo cumulo, invece, è diversa, per due motivi. E’ lì da tre giorni e gli abitanti della zona si stanno affezionando, lo vedono crescere e comunque dà soddisfazioni. Il secondo motivo è che sorge a cinquanta metri di distanza dai cassonetti. Cinquanta metri. Non un chilometro, una salita ripida e il sole battente, un fossato con i coccodrilli e un campo minato. No. Cinquanta metri di piazza, bastavano trenta secondi, cronometrati, e la prima busta, quella che ha dato il via alla danza, sarebbe stata gettata per bene.

Secondo la teoria della finestra rotta, se in un edificio una finestra è spaccata è più probabile che se ne rompano altre, cioè se una cosa è rovinata, diventerà ancora più rovinata. Succede per i quartieri, i palazzi, anche per l’immondizia. Se lascio una busta per strada è più probabile che qualcun altro ne lasci un’altra, accumulandosi.

Alcuni cittadini hanno segnalato la cosa alla Tradeco che ha risposto “non è competenza nostra”. E giustamente.

Quel cumulo di monnezza è un monumento all’ignoranza delle persone, all’incapacità di sentirsi parte di una comunità, all’arroganza del martinese, alla superbia de “io sono più dritto degli altri”. Quei sacchetti sono un monito per tutti noi che puntiamo il dito facilmente senza renderci conto quanto siano sporche le nostre unghie, noi che accusiamo senza prove. Quel cumulo lì, che sta fermo e cresce da tre giorni è l’esempio per il quale per alcuni non cambierà mai nulla, nulla. Cascasse il mondo, se ne fregheranno di me, di te, e di tutti noi.

 


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