Aveva rivolto le proprie preghiere alla Madonna, Gianni Liviano, ex assessore alla Cultura della Regione Puglia. Forse avrebbe fatto meglio a parlare con i suoi amici e spiegare che lui, da sempre considerato persona per bene, certe cose non potrebbe sostenerle.
Un articolo di Repubblica di ieri racconta di un bando risalente al 29 agosto scorso, per l’organizzazione degli Stati Generali della Cultura, vinto da una società di un amico di Liviano, che gli ha organizzato la campagna elettorale. Un bando tramite ricerca di mercato, come se ne fanno tante nelle nostre amministrazioni comunali, del valore di trentanovemila euro, giusto mille euro in meno della cifra che avrebbe costretto la Regione di indire una gara davvero pubblica. Una ricerca di mercato con la quale erano state contattate solo tre aziende, come racconta Repubblica.
Gianni Liviano si dimette, quindi, affidando a Emiliano il proprio futuro, raccontando, come riporta un altro articolo di Repubblica, che il RUP del procedimento non era a conoscenza del rapporto di amicizia tra il titolare della società e Gianni Liviano e che una volta saputo chi aveva vinto, l’ex assessore non ha ritenuto opportuno informare il RUP. Si dimette, quindi, affidando al presidente della Regione Puglia la scelta se accettarle o meno ma, a prescindere dalla decisione di Emiliano, non potrà non fare i conti con quella crepa nell’immagine di “brava persona” che tutti gli riconoscevano.

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