Locorotondo: in arrivo i fondi per la tromba d’aria del 2012

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Ambiente, Politica



Pubblichiamo un comunicato ricevuto dall’Ufficio Stampa del comune di Locorotondo relativo ai fondi destinati alla nostra città a seguito della tromba d’aria del novembre 2012.  L’ammontare  del risarcimento danni sarà pari a 170 mila euro come vi avevamo già comunicato qualche giorno fa (leggi qui)

Arriveranno 170 mila euro nella casse comunali da parte della Regione Puglia per i danni provocati dalla tromba d’aria che si abbatté sul territorio lo scorso 28 novembre 2012.

 A seguito di quell’evento improvviso e per alcuni versi devastante per il territorio, a causa del quale la forza del vento estirpò enormi alberi principalmente di noce danneggiando molti tratti di muretti a secco, il Comune di Locorotondo -Settore Protezione Civile inviò una richiesta di “segnalazione danni per gravi avversità atmosferiche” all’omonimo Settore della Regione Puglia.

Il vicepresidente ed assessore regionale alla Protezione Civile dott. Antonio Nunziante ha accolto l’istanza e stanziato per il Comune di Locorotondo la cifra di €170.000,00.

«Ci attivammo immediatamente nel 2012 per cercare di porre rimedio ai danni provocati dalla tromba d’aria – commenta l’assessore all’Agricoltura Angelo Palmisano che seguì la procedura per richiedere aiuti alla Regione Puglia – nel frattempo molte opere le abbiamo fatte e questi fondi ci consentono di completare il lavoro».

«Siamo convinti che quando si opera per il bene del proprio territorio si ottengono risultati- ha dichiarato il sindaco Tommaso Scatigna- O almeno così dovrebbe essere in un Paese in cui le istituzioni svolgono il loro ruolo. Noi, la nostra parte, l’abbiamo fatta e, pur nelle ristrettezze economiche del bilancio comunale, molti interventi li abbiamo effettuati tempo fa. Pertanto, questi fondi sono il riconoscimento alla corretta gestione del territorio operata a prescindere dai trasferimenti regionali. Abbiamo fiducia nel dott. Nunziante e con questo contributo miglioreremo ulteriormente il nostro bell’agro».


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