As Martina, ciao Lippolis. L’avvocato leccese ha ceduto le quote a Luca Tilia

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La convulsa settimana dell’A.S. Martina Franca 1947 si conclude oggi, con un ending in pieno stile da “Febbre del sabato sera”. L’inizio della fine è scattato domenica scorsa, quando l’ennesima sconfitta della truppa di mister Incocciati (a Caserta) era costata proprio la panca al mister romano. Da quel momento la situazione in Via Diaz era precipitata, sia a livello sportivo che societario: troppe le nubi addensate sulla testa del patron Massimiliano Lippolis, accusato in varie conferenze stampa di non avere una solida situazione economica, tale da poter gestire un club professionistico. In tanti – dall’ex vicepresidente Giuseppe Cervellera all’avvocato Luca Tilia, passando per Stefano Scatigna e la meteora Vincenzo Olivieri, che senza alcun titolo aveva trovato un accordo con mister Moriero, prima di scomparire assieme ad esso – avevano mosso pesanti dubbi sulla gestione dell’avvocato leccese, che oggi nell’ennesima conferenza stampa della settimana aveva annunciato di essere a disposizione per la cessione delle sue quote societarie.

“Se c’è qualcuno seriamente disposto a rendermi l’assegno di garanzia che ho lasciato a Scatigna in cambio della fideiussione cedo, altrimenti resto alla presidenza e lunedì sarò regolarmente in banca per versare 50mila euro di contributi”, aveva annuciato Lippolis in giornata, ribadendo al presente Cervellera il proprio rifiuto a rimanere a Via Diaz in caso di rimpasto societario.

In chiusura di conferenza stampa era arrivato l’ex dg Nino Petrosino, che aveva invitato Lippolis alle 18:00 presso lo studio del notaio Francesco Valente per il passaggio di consegne. Ai tifosi che gli avevano chiesto se sarebbe stato presente o meno, Lippolis aveva risposto: “E perchè non dovrei esserci? Se ci sono garanzie sono disposto a lasciare. Io sto qua da ieri, non sono mica un ladro o un estortore”.

E così è stato. In serata l’avvocato leccese ha ceduto le sue quote ad una cordata capeggiata da Luca Tilia, avvocato romano che si era avvicinato negli scorsi mesi per entrare in società prima di lasciare per frizioni proprio con Lippolis, frizioni ribadite nel corso della una conferenza indetta con Cervellera nella giornata di mercoledì. In quell’occasione Tilia ebbe modo di definire il presidente come “un signore venuto da Lecce che ha solo instascato soldi dalla Lega e ha preso materiali e servizi dai fornitori, sapendo bene di essere nella situazione di non poter pagare. Lippolis è avvocato ma non esercita, gira senza soldi e non si sa come faccia … abbiamo a che fare con un truffatore seriale, con un predatore. Sapete cos’è un predatore e a che fine va incontro, non devo dirvelo io”.

E la fine (sportiva s’intende) di Lippolis è arrivata oggi, ma se la storia extra-sportiva è forse in dirittura d’arrivo (anche se restano da chiarire diversi dubbi, primo tra tutti quello dell’organigramma e del ruolo di alcuni attori vecchi e nuovi) quella sul campo è tutta da scrivere, con una squadra ultima e senza allenatore. Una squadra che avrà una preziossima occasione, costituita dai due match consecutivi in casa, il primo domani contro il Matera alle 14:30. Serviranno 3 punti per ritrovare un po’ di morale, perchè alla fine è sempre il campo a dover dire l’ultima parola. Determinante sarà anche l’appoggio dei tifosi, chiesto prima dai giocatori con una lettera aperta scritta ieri, e poi da alcuni ex-membri della vecchia società sulla pagina Facebook del club biancazzurro.


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