Domenica pomeriggio via Orfanelli, la stradina che conduce all’ex Ospedaletto era completamente al buio, con decine di visitatori che, con la luce dei cellulari, rischiaravano i cartelli scritti a mano che avvisavano che Babbo Natale non si trovava più lì. Non c’era nessuno a dare spiegazioni, non c’era nessuno a cui chiedere informazioni. Questa immagine è, secondo noi, la migliore fotografia di quello che è accaduto in questi due giorni a Martina Franca.
Tutti gli organizzatori di eventi sognano di riuscire a realizzarne uno per il quale un’intera città sia invasa dai turisti. Ammetterlo è il primo passo verso una onestà intellettuale, merce di cui a Martina Franca, spesso, si sente la mancanza. La manifestazione Per Bacco che Vicoli, insieme alla Casa Europea di Babbo Natale, hanno condizionato, nel bene e nel male, tutta la città, per due giorni, ma si fa presto a prendere le distanze, a puntare il dito, a dire “te l’avevo detto”.
(Per la cronaca, l’ex Ospedaletto è stato interdetto al pubblico perchè l’organizzazione non avrebbe rispettato alcune prescrizioni del Coc (Centro Operativo Comunale), che aveva segnalato i disagi e i pericoli che potevano correre decine e decine di persone accalcate nei budelli senza uscita del centro storico. Non è accaduto nulla anche grazie alla presenza di cinquanta volontari della protezione civile).
Da venerdì pomeriggio fino a domenica, Martina Franca è stata sommersa da persone provenienti da tutto il sud Italia per vedere la Casa Europea di Babbo Natale, così come è stata pubblicizzata, solo che l’evento ha attirato così tanta gente da cogliere impreparati, evidentemente, anche gli organizzatori. Senza entrare nel merito della qualità dell’offerta, quello che sarebbe opportuno sottolineare è che già l’anno scorso la manifestazione Perbacco che Vicoli aveva portato a concentrarsi nel nostro centro storico una quantità enorme di persone e quest’anno, grazie al ruolo di attrattore svolto da Babbo Natale, il numero sarebbe stato sicuramente superiore. Chi ha scelto di sostenere l’iniziativa privata avrebbe dovuto chiedersi se sarebbe stata sostenibile, in termini di sicurezza, offerta di parcheggi, servizi e tutto quello che può servire per rendere l’evento una esperienza piacevole. I residenti del centro storico mettono in conto che si potrebbe vivere qualche disagio (e quando, in realtà, non lo vivono?), ma la portata dell’evento ha coinvolto pezzi interi di città, addirittura provocando intasamenti sulla circonvallazione di Locorotondo. Sostenibile soprattutto dal punto di vista del nostro Centro Storico, che ha accolto migliaia di persone (4300 e 4000, secondo le ordinanze della Polizia Municipale), accalcate in strette stradine, che hanno subito, come da foto di seguito, un trattamento non troppo decoroso e rispettoso.
Il Comune di Martina ha dato l’ok alla manifestazione così come era stata ideata già ad aprile scorso, con la delibera di giunta 167 del 24/04/2015, con la quale si concedeva il patrocinio del Comune, a patto che si rispettassero alcune semplici regole. Non è l’unica volta che la giunta si esprime sull’evento. La seconda delibera è la 471 del 5/11/2015 e riguarda l’aumento di potenza per l’energia elettrica erogata in Piazza XX Settembre, mentre la terza delibera è di due giorni prima dell’evento, il 19/11/2015, con la quale si concede all’organizzatore la possibilità che i bagni pubblici presenti già a Martina Franca, ritardassero l’orario di apertura. Con la stessa delibera il Comune concede l’uso di Casa Cappellari “previo” ok da parte della cooperativa Kismet che gestisce il luogo. Tutto questo accadeva due giorni dall’inizio dell’evento.
Alle delibere sono seguite ben tre ordinanze relative al traffico: la 402, la 403 e la 405. In queste ordinanze, datate dal 16/11/2015 al 21/11/2015, si è determinato la chiusura del traffico in alcuni punti di Martina. L’ultima, datata proprio sabato, ha interdetto alla circolazione veicolare via Bellini e via Pergolesi, grazie anche ad una decisione del Coc, che si era insediato lo stesso giorno.
A leggere i commenti presenti un po’ ovunque, l’accusa principale rivolta all’organizzazione Events & Promotion è stata la disorganizzazione e considerando che due delibere e le tre ordinanze relative al traffico sono datate tutte novembre 2015, si potrebbe avere il sospetto che molte cose siano cambiate in corsa e che tutto è stato deciso all’ultimo minuto.
Se la prima domanda è: un evento del genere è sostenibile per il nostro centro storico?; la seconda domanda è appunto questa: era davvero impossibile decidere per tempo come dovevano andare le cose? O meglio: considerando la portata stimata dell’evento, come è possibile che ci si riduca all’ultima settimana?
Il Comune di Martina Franca ha sostenuto l’evento con l’istituzione del Coc (circa 4000 euro) e pagando la corrente. Il resto è tutto a carico dell’organizzatore. Non volendo entrare nel merito della polemica sui contenuti, considerando che l’accusa di svendere il centro storico con bombette e salsicce spesso arriva dagli stessi ambienti che organizzano eventi con bombette e salsicce, non possiamo però non pretendere che ci si assuma una responsabilità, anche politica, di quanto accaduto a Martina Franca.
La responsabilità a cui ci richiamiamo fa riferimento alla questione sicurezza: decine e decine di persone accalcate in un budello senza via d’uscita. Fa riferimento alla questione traffico: le vie d’accesso alla città bloccate e non si sono attivati parcheggi alternativi. Fa riferimento alla questione turistica: è davvero questo il turismo a cui auspichiamo? E come si potrà calcorare il valore aggiunto (positivo o negativo) dell’evento all’immagine della città?
Le origini di quanto accaduto sabato e domenica sono da ricercarsi a monte, in un atteggiamento politico di laissez-faire, soprattutto per quanto riguarda l’organizzazione di eventi, che non ha prodotto, in tre anni, nessuna regolamentazione condivisa, nessun tavolo concertativo, anzi, che ha campato (passateci il termine) proprio sulla concorrenza tra gli organizzatori, e sulla scelta di sostenere tutti a prescindere, senza, apparentemente, nessuna valutazione dei contenuti. Se il Centro Storico è decantato e preservato, valorizzato, pubblicizzato, come è possibile identificare questa visione con la calca di persone che vogliono andare a vedere Babbo Natale, o per quanto ci riguarda, anche la sagra del polpo sbattuto? Il Centro Storico di Martina Franca può essere solo e soltanto considerato una scenografia, senza considerare poi i danni fisici, materiali prodotti da eventi non sostenibili?
Il 21 e il 22 novembre 2015 a Martina Franca saranno ricordati, comunque, per sempre.

Lascia un commento