Debiti astronomici, contributi non pagati, disservizi e inchieste: futuro sempre più nero per FSE

/ Autore:

Economia, Società



Oltre alla sanità, uno degli altri argomenti sempre caldi in Puglia è quello relativo ai trasporti. Da Trenitalia alle reti locali, il Tacco d’Italia è continuamente alle prese con disservizi, problemi logistici e falle economico-finanziarie.

Come riporta Tagpress.it, la situazione più grave è quella di Ferrovie Sud Est, rete automobilistico-ferroviaria che copre la Puglia in una larga fetta che va da Bari all’estremo Salento.

Secondo gli ultimi dati ufficiali di FSE il quadro è allarmante: 313 milioni di euro di debiti (contenziosi esclusi) e 1400 cause di lavoro per compensi non percepiti. Una situazione insostenibile per i lavoratori, che in questo Natale potrebbero vedersi privati della tredicesima oltre che di molte speranze legate al futuro, sia proprio che dell’azienda.

Proprio per questo il 15 dicembre è previsto un tavolo tecnico sindacati-CDA per discutere del presente e del futuro di lavoratori e FSE, con gli ultimi tre mesi di contributi previdenziali e IRPEF dell’ultimo periodo non versati.

Non bastassero i problemi interni, su FSE è finito anche l’occhio delle Procure di Bari e Firenze, che indagano su possibili giri di tangenti, affidamenti di appalti ad aziende amiche a prezzi gonfiati e spese a prezzi esorbitanti. Come non ricordare l’acquisto delle ormai famose 25 carrozze biancorosse dalla società polacca Varsa ad un prezzo che, secondo gli esperti della Procura di Bari, sarebbe doppia rispetto alla loro reale quotazione di mercato; senza contare il fatto che secondo le ultime ricostruzioni solo 5 di queste vetture sarebbero in circolo, con le altre parcheggiate a Gallipoli.

FSE è quindi il prototipo perfetto di una vera e propria “bad company”, un giocattolo gestito male, dalle continue perdite e dalla qualità in continua caduta, il tutto mentre il prezzo dei biglietti continua a salire assieme agli stipendi dei dirigenti, che in alcuni casi superano i 220mila euro annui.

E in tutto questo la politica dov’è? E’ dove è sempre stata: nelle sue stanze baresi a farsi i fatti propri nonostante i continui inviti di cittadini, sindacati e lavoratori a fare qualcosa. D’altronde un Assessorato ai Trasporti servirà a qualcosa, o no?

Le giunte si susseguono, il tempo passa, i costi aumentano e i disservizi anche. Le uniche vittime come sempre sono i cittadini che pagano biglietti sempre più cari, viaggiando su vetture in condizioni sempre peggiori e con tempi di percorrenza ormai biblici. Nel 2016 per percorrere i 103km che separano Martina Franca da Lecce occorrono infatti circa 2 ore, con una media oraria di 50 km/h: la stessa velocità di uno scassatissimo Apecar 50!

Sempre secondo Tagpress.it la situazione è davvero al limite, se è vero che il CDA ha inviato una comunicazione al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (unico azionista) con la quale si richiede un’iniezione di denaro pari ad almeno 30 milioni per tappare le falle più grandi, il tutto in attesa di un piano straordinario. La giunta Emiliano sarebbe disposta a erogare 19 milioni, mentre dal governo – attraverso la Legge di stabilità – potrebbero arrivare 30 o 50 milioni.

Iniezioni temporanee a parte, l’organismo FSE avrebbe bisogno di cure a lungo termine. La Regione vorrebbe comprare tutte le quote del Ministero per diventare quindi proprietario dell’azienda, che però versa in una situazione tale da frenare gli stessi vertici regionali. Manovre finanziarie a parte, un futuro solido passa attraverso la qualità dei servizi erogati, altro capitolo dolente del quale abbiamo già parlato prima. Una regione che vuole puntare sui trasporti come vettore di sviluppo a 360° non può avere delle infrastrutture ferme agli anni ’50, con un monobinario che costringe ad estenuanti attese in caso di treni provenienti dalla tratta opposta, ritardi atavici, servizi interrotti durante i giorni festivi e corse che terminano già nel tardo pomeriggio. Più che un servizio pubblico pare quasi un’attività svolta per hobby, un hobby costoso e che immobilizza una Regione intera. Un Tacco d’Italia scollato.


commenti

E tu cosa ne pensi?