Sequestro depuratore di Martina Franca. L’interrogazione dei parlamentari PD

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Ambiente, Cronaca, Politica


I parlamentari PD presentano un’interrogazione al ministro delle Infrastrutture e al ministro dell’Ambiente. Dopo quella del M5S, è la seconda volta che i parlamentari intervengono sul caso del sequestro del depuratore di Martina Franca. L’interrogazione del Pd, traccia un po’ la storia di quanto accaduto finora.

AL MINISTRO DELLE INFRATRUTTURE E DEI LAVORI PUBBLICI
AL MINISTRO DELL’AMBIENTE

per sapere, premesso che:

con Deliberazione n. 135 del 07/07/2003, l’Amministratore Unico di AQP S.p.A ha approvato gli atti per l’espletamento di un appalto concorso in cui era prevista la redazione dei progetti esecutivi e la realizzazione dei lavori per l’adeguamento degli impianti dell’Ambito Territoriale N.7 al D.Lgs 152/99;

a seguito di gara, i lavori venivano appaltati e aggiudicati in data 19/11/2004 all’ATI “Giovanni Putignano & Figli” ma che l’esecuzione del progetto di adeguamento del depuratore di Martina Franca, al contrario degli altri della provincia di Taranto, non sono stati completati per la mancata accettazione di adeguamento dello scarico prevedente trincee disperdenti sul suolo e nei primi strati del sottosuolo, ai sensi del D.Lgs 152/06 e smi e del Piano di Tutela delle Acque Regionale;

nel dicembre 2013, nei pressi del recapito finale o inghiottitoio, situato nei pressi di una privata abitazione di proprietà della sig.ra Minardi Angela, spuntavano liquami e acque reflue di provenienza dal recapito finale e che, nello stesso periodo si verificava dissesto idrogeologico dell’area di recapito dei reflui depurati nei pressi della s.s. 172 Martina – Locorotondo, della quale Aqp spa, in qualità di gestore del servizio conduceva opportune indagini geologiche e geognostiche; a seguito di tali risultanze, immediatamente, il Comune di Martina Franca interveniva in data 28/01/2014, per picchettare le aree interessate ed individuate dalle indagini geologiche e geognostiche e, con ordinanza sindacale n.4/2014, veniva inibito l’accesso all’area picchettata sino alla messa in sicurezza da parte dell’Aqp;

nel tavolo tecnico convocato dalla Regione Puglia il 10/04/2014 si stabiliva che l’Aqp Spa su mandato dell’Autorità Idrica Pugliese e con il supporto del Comune di Martina Franca, previe intese con il proprietario del fondo, dovesse procedere ad eseguire i lavori di messa in sicurezza dell’area di attuale recapito dello scarico dell’impianto di depurazione di Martina Franca;
in data 10/09/2014, considerato il perdurare della problematica riguardante la tracimazione dei liquidi che raggiungeva anche i fondi ubicati aldilà della strada statale 172, il Comune di Martina Franca diffidava, ulteriormente, l’A.Q.P., ad intervenire, rappresentando la sussistenza del rischio di intasamento del corpo disperdente che comprometteva le capacità disperdenti dell’inghiottitoio, anche in assenza di avvenimenti meteorici;

in data 14/10/2014 il Commissario delegato per l’emergenza ambientale in Puglia, dott. Luca Limongelli, informava che non sussistevano più le condizioni per la proroga allo scarico nel sottosuolo ma successivamente, veniva emesso decreto n.ro 34/CD/A del 26/11/2014, di “proroga dello scarico sul suolo dei reflui provenienti dall’impianto di depurazione a servizio del Comune di Martina Franca in deroga ai termini di cui all’art. 103 del D.Lgs n.152/2006, fino al completamento degli interventi in atto in narrativa citati finalizzati a conseguire il definitivo ritorno nell’ordinario e comunque non oltre il 31/12/2014;

in data 11/11/2014 nel comunicare gli esiti di un sopralluogo effettuato il 15-07-2014 nel relativo recapito finale del depuratore affermava dell’esistenza di un probabile rischio idrogeologico dell’area interessata allo scarico e di un potenziale rischio di contaminazione ambientale della falda superficiale e/o profonda;

in data 28/11/2014 si effettuava un’altra Conferenza di servizi per la procedura di verifica di assoggettabilità a Valutazione d’Impatto Ambientale dei lavori di adeguamento del depuratore e del relativo recapito finale;

in data 20/01/2015, il Comune di Martina Franca segnalava all’Anas spa lesioni sul manto stradale della S.S. 172 nei pressi del recapito e richiedeva, ancora una volta, di effettuare gli interventi occorrenti e, inoltre, in data 27/01/2016 diffidava nuovamente l’Aqp (che gestisce l’impianto) ad intervenire urgentemente e sollecitando anche una bonifica della zona interessata;

in data 10/07/2015 si svolgeva Conferenza di Servizi, così come proposto dal tavolo tecnico in cui, si esprimeva parere favorevole alla richiesta dell’intervento ed all’esclusione della procedura di VIA, in quanto l’assoggettamento alla VIA determinerebbe un aggravio dei tempi di realizzazione, in considerazione dell’urgenza di messa in sicurezza del contesto territoriale;
Premesso che invece, l’Arpa Puglia con nota prot. 39315 del 10/07/2015 richiedeva che l’intervento in oggetto venisse sottoposto a procedura di VIA, nonostante la stessa Arpa, come riferito sopra l’11/11/2014 informava dei rischi idrogeologici per l’area interessata allo scarico e di un potenziale rischio di contaminazione ambientale;

in data 31/07/2015 la Regione Puglia con Atto Dirigenziale n. 292 determinava di assoggettare alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, dichiarando l’imediata esecutività del presente provvedimento, nonostante il parere contrario del Comune di Martina Franca che aveva proposto l’esclusione dell’intervento dalla procedura di VIA, in aderenza al parere del Comitato VIA e del Servizio Risorse Idriche, sottolineando l’estrema urgenza ed indifferibilità degli intrventi proposti di mitigazione, anche nella considerazione della non definitività della soluzione di scarico;

in data 13/10/2015 la Regione Puglia dichiarava irricevibile la richiesta di Aqp di autorizzazione allo scarico, perché non precisava i tempi di cantierizzazione dei lavori per l’adeguamento del depuratore né le modalità di finanziamento degli stessi;

le tracimazioni di liquami continuavano fino allo stato attuale;

in data 05/02/2016 veniva ordinato il sequestro preventivo, da parte della Procura di Taranto ( Pubblico Ministero dott. Lanfranco Marazia), con provvisoria facoltà d’uso, dell’impianto di depurazione delle acque reflue nonché dello scarico asservito al predetto impianto, situato in località “Pastore” nel fondo di proprietà Pinto-Minardi;

in data 12/02/2016 veniva, altresì, ordinato il sequestro, senza facoltà d’uso di un tratto della strada statale 172 situato nei pressi del predetto impianto sequestrato e che si è venuta a creare, quindi, una pericolosa frattura nei collegamenti viari in un agglomerato urbano che coinvolge oltre 100.000 mila abitanti, al confine di tre province (Bari, Taranto e Brindisi), causando disagi e disservizi non solo nel settore del trasporto ma anche nell’economia della popolazione locale non sapendo al momento, quando la strada potrà tornare alla disponibilità pubblica

Chiede ai Ministri in indirizzo se sono a conoscenza dei fatti descritti, in particolare dei disagi rivenienti dalla interruzione del tratto della strada Statale 172 e quali iniziative intendono assumere al fine di favorire la urgente disponibilità pubblica della strada dal momento che è bloccato il trasporto civile e commerciale nella Valle d’Itria ed i collegamenti tra la costa Jonica e la costa Adriatica.

Vico,
Ginefra,
Mongiello,
Pelillo,
Grassi,
Ventricelli,
Capone,
Mariano,
Massa,
Losacco,
Cassano.
Bordo.


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