Riordino ospedaliero. La versione di Palazzo Ducale

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Un’ora abbondante di numeri, percentuali, dati e variazioni. Un’ora abbondante per dire tanto, o forse poco. La conferenza stampa indetta dall’Amministrazione comunale di Martina Franca per informare i cittadini circa la situazione dell’ospedale è stata tutto questo: uno freddo flusso di dati, forse più utili agli statistici che ai cittadini, desiderosi invece di sapere una cosa semplicissima: l’ospedale sarà ridimensionato, oppure no?

Il sindaco Franco Ancona parte subito spiegando che non c’è declassamento: “La prima classificazione la Regione Puglia la sta effettuando in questo periodo, quindi parlare di bocciati o promossi non è corretto. La nostra posizione è stata subito chiara: in provincia di Taranto bisogna investire, non tagliare. Il riordino prevede tre tipi di strutture: il presidio di base (fino a 80 posti letto), presidio di I livello (220-240 posti), presidio di II livello (oltre i 450 posti). In provincia di Taranto i posti letto su Manduria, Martina, Grottaglie e Castellaneta superano quelli dei presidi di base ma non arrivano a quelli necessari per il I livello, con la stessa struttura del capoluogo che non arriva ai numeri per avere una struttura di II livello. A Taranto mancano quindi strutture di eccellenza. Rispetto ai 10 standard richiesti dal DM, sia Martina Franca che Castellaneta ne hanno solo 4. Nei vari tavoli tecnici abbiamo sempre richiesto di continuare a far crescere gli ospedali jonici, almeno fino al completamento del San Cataldo, dopo il quale una riclassificazione sarà giusta e logica”.

Castellaneta scelta solo per l’edilizia?

Il sindaco continua quindi ad elencare dati, rimarcando che la struttura di Martina Franca avrebbe avuto tutte le carte in regola per divenire una struttura di I livello, un vero e proprio riferimento per tutta la zona: “Il nostro territorio è vastissimo, sommando quasi circa 800kmq e con un numero di prestazioni erogate, servizi e accessi superiori a quelli di Castellaneta. Tutto questo però in Regione non è bastato, perché si è preferito investire in una struttura con un’edilizia migliore della nostra e in grado a dir loro di contrastare la migrazione verso la Basilicata. Non so se siano criteri giustificabili o meno, anche perché sappiamo bene che quando si parla di salute tutti preferiscono cercare la migliore prestazione possibile e non certo la più vicina. Siamo però riusciti ad ottenere un risultato: a Martina Franca la struttura è confermata con servizi, prestazioni e posti letto, che anzi aumentano da 136 a 162. Martina Franca deve però raccogliere una sfida crescendo nel punto nascite, arrivando a stabilire uno dei tanti parametri richiesti per avere un ospedale di livello I, crescendo dalle 600 nascite annue a 1.000. Non è impossibile raggiungere questo risultato, anche tenuto conto dell’elevata professionalità del personale sanitario”.

Si continua a parlare di ospedale che non viene tagliato ma anzi rilanciato, quando ad un certo punto Ancona si lascia scappare una frase che riassume il senso di 70 minuti di conferenza stampa: “La sfida legata alla crescita nei numeri non è impossibile da vincere, e da qui ad un anno tireremo le somme”.

Quindi – utilizzando una metafora calcistica – quella che sembra una vittoria per 3-0 si riduce ad un misero 1-0 da difendere nella partita di ritorno, da giocarsi fra un anno e in trasferta sui freddi banchi della Regione. Un contentino elargito probabilmente in chiave elettorale, uno zuccherino che forse si esaurirà fra 12 mesi, quando Martina Franca forse si ritroverà nella stessa situazione di ora. Come crescere ad esempio dai 600 nati attuali ai 1.000 richiesti dagli standard delle strutture di I livello?

Si potrebbe rispondere che un risultato del genere si ottiene invitando la cittadinanza ad usare le eccellenze sanitarie presenti a Martina Franca, salvo entrare in contrasto con quanto detto dallo stesso primo cittadino poco prima, quando – criticando la scelta di preferire Castellaneta per evitare la migrazione dei pazienti verso la Basilicata – aveva affermato che “se si parla di salute tutti preferiscono cercare la migliore prestazione possibile e non certo la più vicina”.

Insomma, se Martina Franca fa solo 600 nati all’anno un motivo ci sarà, e non serviranno certo solo 12 mesi per arrivare al quasi raddoppio delle nascite.

La parola passa quindi ad un Donato Pentassuglia apparso stanco dalla battaglia politica ma comunque motivato: “Taranto rappresenta benissimo una pochezza politica e istituzionale ormai chiara. Parto subito dicendo che Martina non viene declassata né depotenziata, vengono anzi confermati i finanziamenti e i posti letto salgono da 136 a 162. Hanno tentato di mortificarci ad ogni livello, compresa la questione della SS172, ma resistiamo e rilanciamo. Mi dispiace che nonostante lo stesso colore politico a Bari non si sia voluto fare gioco di squadra per la questione legata alla struttura di I livello per Martina Franca, ma non fa nulla. Agli sprovveduti vorrei ricordare che Martina Franca ha erogato 97.732 prestazioni al 31 dicembre 2015, secondo dato dietro solo al SS. Annunziata, mentre Castellaneta si ferma a sole 60mila. Questo è tutto merito dell’eccellente personale presente in Valle d’Itria, nonostante una struttura tutto sommato piccola”.

Martina Franca danneggiata da dirigenti e politici che non hanno fatto il loro lavoro.

Pentassuglia a questo punto si scalda: “A me la bocca non la chiude nessuno. Io porto le carte a supporto delle mie tesi, e non perdo certo tempo a scrivere sui social. Hanno tentato di umiliarci ma ho preso le distanze da chi lo ha fatto, chiedendo subito un confronto politico sia a livello locale che regionale. Martina Franca alla pari di tutte le strutture pugliesi deve lavorare sulle nascite, arrivando a quota 1.000 e facendo leva sul fatto di trovarsi all’intersezione di tre province (Bari, Taranto e Brindisi). Dobbiamo tranquillizzare gli operatori e i cittadini, lavorando a stretto contatto con le associazioni presenti sul territorio. Occorre fare quadrato, perché se non si fa blocco su questi temi siamo davvero messi male. La nostra opera è stata seria e ha portato risultati ad una Martina Franca danneggiata da dirigenti e politici che agli alti livelli non hanno fatto il proprio lavoro”.

Un complotto contro Pentassuglia?

A chi fa notare che potrebbe esserci stato un gioco bipartisan volto a favorire Castellaneta, penalizzare Martina Franca e screditare Donato Pentassuglia, l’ex assessore alla Sanità risponde così: “Hanno tentato di annientarmi prima, durante e dopo la campagna elettorale. Io però sono onorato di rappresentare Martina Franca e sono una persona libera. Riguardo a questi giochetti ho chiesto subito un chiarimento al PD jonico e a quello regionale. Io ho sempre lavorato per gli ultimi e non per le poltrone. Io non mi piego alla logica degli inciuci, anche a costo di tornare dalla contrada dalla quale provengo. Io ho sempre lavorato per il territorio e non solo per le singole città, al contrario di quanto invece fanno gli altri. Se ci sono accordi sottobanco io sono pronto ad andare a casa, ma non mi provocassero troppo altrimenti sono pronto a tornare per difendere gli ultimi. Io vivo di rispetto, rapporti veri e onestà. Noi siamo visti male dalla provincia di Taranto, che fa di tutto per metterci i bastoni tra le ruote, non dandoci ingegneri in mobilità e lasciando le strade in uno stato pietoso. Ricordo inoltre a chi sparla gratis che nonostante i finanziamenti concessi nel lontano 2007 tante scuole di Martina Franca non possono ancora avere i lavori di cui hanno bisogno. Potrei andare oltre ma chiudo qui”.


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