Referendum no-triv, gli scout di Martina Franca per il SI

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Ambiente, Politica



In occasione del referendum abrogativo di Domenica 17 aprile prossimo anche la Zona Taranto (che raccoglie i 21 gruppi scout di Taranto, Pulsano, Statte, Grottaglie, Martina Franca e Torricella) ritiene doveroso esprimere la propria posizione:

In questi mesi ognuno di noi ha avuto l’opportunità di documentarsi, di farsi un’idea e di assumere una posizione in merito. Il tema dell’ambiente è spesso richiamato all’interno dei diversi documenti che la nostra associazione ci offre: nel Patto associativo, intorno al quale si riconoscono tutti gli educatori scout, affermiamo chiaramente di impegnarci “a vivere e promuovere una cultura di responsabilità verso la natura e l’ambiente, coscienti che i beni e le risorse sono di tutti, non sono illimitati ed appartengono anche alle generazioni future (PA)”.

Voteremo per il “SI” per concretizzare i principio “di responsabilità verso la natura e l’ambiente” e “verso le future generazioni” che ciascun educatore scout persegue consapevole che “i beni e le risorse” del pianeta appartengono anche alle ragazze e ai ragazzi che domani, da donne e uomini, dovranno prendersi cura del mondo.

A sostegno di questa posizione, inoltre, c’è l’enciclica “Laudato Si’” di Papa Francesco nel passaggio in cui sostiene che “L’intervento dell’essere umano sulla natura si è sempre verificato, ma per molto tempo ha avuto la caratteristica di accompagnare, di assecondare le possibilità offerte dalle cose stesse. Si trattava di ricevere quello che la realtà naturale da sé permette, come tendendo la mano. Viceversa, ora ciò che interessa è estrarre tutto quanto è possibile dalle cose attraverso l’imposizione della mano umana, che tende ad ignorare o a dimenticare la realtà stessa di ciò che ha dinanzi. Per questo l’essere umano e le cose hanno cessato di darsi amichevolmente la mano, diventando invece dei contendenti”.

Vogliamo quindi tornare a essere “amici della natura” e vogliamo spingere anche il Governo italiano a fare altrettanto esercitando il diritto per cui i nostri antenati hanno lottato e perso la vita: il voto!

Pur rispettando quanti in piena libertà e consapevolezza esprimeranno un’idea e un voto differente, vogliamo schierarci dalla parte del “SI” perché come ha sostenuto il nostro arcivescovo, monsignor Filippo Santoro, le “ferite della nostra terra sono già molte e non devono aumentare” e dato che non vogliamo più assistere impotenti e attoniti perché siamo responsabili della vita intorno a noi, riteniamo nostro dovere “amare e difendere la natura” con gli strumenti che la Costituzione mette e a nostra disposizione e quindi votando “SI” al referendum del 17 aprile.


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