TripAdvisor. Recensioni false in cambio di denaro

Nell’era della comunicazione globale, di Internet e dei feedback alzi la mano chi non ha mai usato TripAdvisor per prenotare hotel, ristoranti o strutture ricettive di qualsiasi tipo. Comodo, veloce e a portata di clic, il portale è continuamente cresciuto fino a diventare un must e un riferimento costante per chiunque desideri ricevere informazioni da altri utenti circa la struttura nella quale si sta per effettuare una prenotazione.

Peccato però che un sistema di recensione così democratico, aperto e condiviso presti il fianco a distorsioni di diverso tipo, in primis quelle legate alle recensioni fasulle. Recensioni che possono essere sia eccessivamente negative (lasciate per una sorta di ripicca verso uno o più locali, ad esempio perché si è pagato troppo o per antipatia verso il gestore) che iperbolicamente positive.

Ed è proprio un giro di false recensioni positive che è stato raccontato negli scorsi giorni sulle colonne del Quotidiano, che ha riportato un singolare caso scoperto nel Salento, dove un uomo aveva creato decine di account fasulli per rilasciare feedback altrettanto farlocchi a hotel, ristoranti, bar e pub sparsi in tutta Italia in cambio di denaro elargito dagli stessi proprietari delle strutture, affamati di valutazioni positive e stelle da esibire sui certificati rilasciati dallo stesso TripAdvisor.

Un giro che accontentava tutti: il multi-recensore guadagnava denaro, i titolari delle attività guadagnavano feedback, visibilità e anche nuovi clienti.

L’illecità attività – come riporta il Quotidiano – è stata però scoperta dalla Polizia Postale di Trieste, che ha iniziato l’attività investigativa lo scorso ottobre, rintracciando l’uomo (un salentino di 50 anni e con numerosi precedenti per truffa)e ricostruendo l’intera vicenda, che avrebbe portato l’uomo ad intascare circa 8.000 euro in appena sei mesi.

Singolare il modus operandi del truffatore, che inviava messaggi a vere e proprie mailing list di ristoratori e operatori del settore, con un’offerta ben precisa: denaro in cambio di recensioni positive, proposte in veri e propri pacchetti. Il ristoratore “furbetto” poteva infatti acquistare 10 recensioni per 100 euro, 20 per 170 euro e 30 per 240 euro. Un ristoratore di Trieste, desideroso di vederci bene fino in fondo ha deciso di fingersi interessato, contattando il salentino e scoprendo tariffe e metodi di pagamento (bonifico oppure la più anonima e preferibile ricarica Postepay). Scoperto l’inganno, il ristoratore si è quindi rivolto alla Polizia, che ha rintracciato il multi-recensore, accusandolo di sostituzione di persona e sequestrando un PC, carte di credito prepagate e numerosi appunti con l’elenco dei ristoratori contattati. Da ulteriori indagini si è poi scoperto che l’uomo – dopo il fallimento della sua ditta – si era completamente dato alle truffe su internet, improvvisandosi anche venditore di finti Rolex.

Accusato il recensore farlocco, resta da capire la posizione dei ristoratori che si sono avvalsi di tale “servizio”, che potrebbe configurarsi come concorrenza sleale, senza contare il fatto che l’inchiesta potrebbe allargarsi anche ad altre realtà.

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