59esima Fasano Selva: tante emozioni in un giorno

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Sotto un cielo ancora minaccioso parte la 59esima edizione della Coppa Selva di Fasano, con un asfalto insidiosissimo dopo le piogge cadute il sabato. Il pubblico delle grandi occasioni a fare da cornice a questa gara tanto attesa dagli appassionati fasanesi e dai cultori di questo sport. Frenetica l’attività dei meccanici nelle officine per mettere a punto le vetture, anche fino a tarda notte.

Il meteo bizzarro, ha “disegnato” un evento molto variegato: sole, nubi e pioggia si sono alternati, come un tecnico delle luci in uno spettacolo teatrale, scandendo attimi di gloria, di delusione per risultati mancati e di situazioni di serio pericolo a cui sono andati incontro alcuni protagonisti. Una gara fatta di tante sfide, messe in atto dai 260 piloti che hanno voluto esserci, dai duelli ingaggiati dai protagonisti del campionato italiano (Fasano era valida come seconda prova di campionato) ai duelli tra piloti locali, durate un intero anno, nei discorsi verbali e concretizzatesi nella due giorni sull’asfalto che porta alla Selva.

Alla fine, vincitore assoluto è stato il sardo Omar Magliona su Norma, davanti al siciliano Domenico Cubeda su Osella.

Anche quest’anno, si è ripetuta la parata di personaggi dello sport, dello spettacolo e della politica, che hanno accettato di indossare tuta e casco per vedere l’effetto che fa.

Due novità ha portato questo settantesimo anno di Fasano Selva: il debutto assoluto in gara della piccola sport Osella con motore 1000cc di derivazione motociclistica, affidata al giovane (d’età) ma già esperto driver fasanese Vincenzo Pezzolla e il debutto in salita delle Kia Venga, alimentate a GPL, curate dalla struttura piemontese BRC.

Da segnalare anche alcuni illustri assenti, che non hanno potuto lottare per l’assoluto: Simone Fagioli (plurivittorioso e recordman a Fasano) e il forte trentino Cristian Merli, entrambi impegnati in Spagna per una gara di campionato europeo. Il terzo atteso protagonista, invece, ha preso il via della corsa; in gara 1 era 2°, a poca distanza dal vincitore Magliona. Nella penombra della sera però il giovane cosentino Domenico Scola si è lanciato a vita persa verso una vittoria che sembrava ormai raggiunta. La Selva, lo sanno molto bene quelli che ci corrono da anni, non perdona e la sua rovinosa uscita di strada è stato l’epilogo sfortunato di una salita epica che gli amanti delle cronoscalate non dimenticheranno. Insomma: momenti da cineteca.

Parlando delle sfide tra i tantissimi piloti locali, nelle innumerevoli classi, ricorderemo i più veloci, quelli che, grazie al loro piede pesante, hanno regalato al pubblico presente momenti di emozione.

Gradino più basso del podio per il fasanese verace Franco Leogrande, sempre più a suo agio alla guida della potente monoposto Lola di F 3000; tempi simili tra le due gare e il miglioramento di un secondo e mezzo in gara 2. Leonardo Baccaro si è aggiudicato la classe 1400 della E2 SC con la sport Radical SR4.

Secondo in E2 SC 1000 il debuttante Vincenzo Pezzolla, con la nuovissima Osella. Per lui ottimo il 2’33” di gara 2, molto più basso del tempo della prima frazione, causato da qualche imprevisto di troppo. Visti i tempi, le premesse per questo nuovo progetto sono ottime.

Conferma in E1 1600 turbo per il pilota di Locorotondo Vito Micoli, secondo crono, migliore di due secondi, che ha portato la sua giallorossa Renault 5 a pochissima distanza dal fortissimo calabrese di Polignano Giuseppe Aragona, che ha regalato grande spettacolo con la sua 106 arancione. Terzo posto assoluto per lui in E1 e quarto assoluto per Micoli.

Sempre in E1, ma nella 2000, il migliore dei piloti martinesi è stato Vito Tagliente con la sua Honda Civic. Ottimo, poi, il ritorno alle gare, dopo anni passati al muretto della Eptamotorsport, per Gigi Quaranta, classificatosi quarto dietro ai mostri dell’E1 1600 e primo tra i piloti delle Volkswagen Lupo, dopo un grande duello con Angelo Schiavone.

Il campione italiano in carica della racing start, Oronzo Montanaro, con una guida altamente pulita, ha piazzato la sua piccola Mini Cooper al 40esimo posto assoluto: per lui primato in RS e nella 1600 turbo.

Si è risolto a favore del fasanese Gianni Angelini il duello con il forte pilota abruzzese Antonio Scappa, entrambi su Renault Clio, in RS 2000. Una citazione la merita il pilota di Locorotondo Francesco Perillo, quarto e in grande progresso con la sua Clio dopo un anno di apprendistato.

Gara da incorniciare anche per il pilota di Alberobello, Angelo Miccolis. Prima manche con strada umida e seconda sull’asciutto, ha staccato con la sua Megane un 2’53” che gli è valso il primato in N2000 e il secondo posto assoluto in categoria N alle spalle di Rudi Bocciato e della sua Lancer.

Tempi record e primato in RS 1600 per il fasanese Francesco Savoia e la sua Saxo, portati a casa con un guida altamente funambolica.

Dopo un affinamento della vettura durato un anno, il pilota di Locorotondo Vito Rosato ha raccolto i primi frutti, cogliendo la prima vittoria nell’E1 1400.

Da segnalare, infine, il successo in E1 A 2000 del pilota silvano Flavio Minoia su Renault 5 turbo e, con stessa vettura, ma in E1 N, per Massimo Sannolla che ha preceduto il fratello Riccardo.

Due Peugeot 106 ai vertici delle categorie più piccole con Silvestro De Mola al top in N1400 e Vitandrea Pinto nella RS 1400: entrambi i piloti sono fasanesi. Come loro concittadino è stato anche il vincitore della classe E1 A 1150: Luigi Paganelli ha divertito gli appassionati, deliziati da bellissime salite, piene di amarcord per la sua A112 bianca

In conclusione va in archivio un’edizione davvero imprevedibile della Fasano Selva, mentre il mondo delle salite pensa già alla prossima prova a Verzegnis (Udine). Adesso, spenti i motori, inizia la Fasano Selva parlata che durerà un intero anno, fino a che, per la sessantesima volta, un manipolo di appassionati, affrontando enormi sacrifici, sarà protagonista per due giorni della “corsa”.

 

Foto: Giuseppe Carrone

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