La villa dell’abbandono

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Cronaca


Ogni giorno decine di persone frequentano Villa Carmine. Studenti, turisti, famiglie, comitive di ragazzi e padroni di cani. Lo stato della villa, forse la più bella di Martina Franca, con il suo affaccio sulla Valle d’Itria, è oltre il pietoso. Cartacce, immondizia, cacche di cani, bottiglie rotte, anche aghi. Una villa abbandonata a sè stessa, un luogo che diventa ogni giorno più sporco, segno dell’incuria e dell’incapacità di controllare e di prevenire il disagio. Uno stato che peggiora soprattutto dopo eventi pubblici, come il saggio di danza dello scorso weekend, che ha lasciato sul campo stampelle, brillantini, bottiglie d’acqua.

La parte inferiore della Villa Carmine, l’Arena della Pace, così chiamata perchè la gradinata è stata dipinta dai volontari di diverse associazioni con i colori della bandiera della pace, è affidata alla cooperativa Teatro Kismet, che gestisce i Laboratori Urbani. La pulizia viene effettuata a carico della cooperativa, che o fa in proprio, oppure si affida a privati. E spesso è costretta ad occuparsi anche di quello che lasciano gli altri. I piani superiori, invece, sono di responsabilità comunale. Negli angoli, tra una rampa e uno scalino, la situazione diventa sempre più terribile. Cumuli di immondizia che colorano il cemento o le aiuole. A chi tocca pulire? A chi tocca controllare?

In villa, inoltre, c’è anche il parchetto di sgambettamento per i cani, attrezzato quattro anni fa e da allora praticamente abbandonato a sè stesso, con le attrezzature ormai inutilizzabili. Resiste alla sporcizia grazie alle reti che lo circondano, ma i cestini per raccogliere i rifiuti sono stracolmi da ormai dieci giorni e nessuno li svuota. A chi tocca farlo?

Sembra facile prendersela con chi non pulisce, eppure il problema nasce da chi sporca. Da chi usufruisce di quei luoghi e appena finito di bere una birra preferisce spaccarla per terra invece che gettarla, da chi mangia una pizza e abbandona il cartone. Un problema di educazione, un problema di gestione dello spazio, con nessun custode che vigili. Nonostante la buona volontà di qualche associazione, che oltre al parchetto per i cani, ha donato pure un canestro, ci chiediamo se dopo i flash e le luci delle videocamere, una volta smontato il palco, la Villa perda automaticamente di interesse, tanto che a chi porta il cane, è costretto a fare lo slalom tra ogni tipo di immondizia. Non che quest’ultima categoria sia immune da colpe: moltissimi padroni di cani pensano che non sia sbagliato lasciare gli stronzi così dove capita, sperando che prima o poi spariscano, o che nessuno se ne accorga.

Eppure Villa Carmine non è isolata: è a pochi metri da una delle più popolose e attive parrocchie di Martina Franca, che spesso utilizza quegli spazi; è a pochi passi dalla sede di diverse associazioni di volontariato e addirittura vi si affacciano due scuole. Tutti sembrano far finta di nulla, sperando che qualcuno, prima o poi, faccia qualcosa. Nel frattempo il cumulo di monnezza diventa sempre più grande…


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