Cattiva gestione dei migranti e licenziamenti ingiustificati. USB Taranto contro Salam e Al Fallah

Il mancato rispetto dei diritti dei lavoratori è in Italia un argomento all’ordine del giorno ormai da tanto, ma se coinvolge delle associazioni impegnate nel sociale assume ancora più rilevanza.

L’unione sindacale di base di Taranto ha infatti scritto alle associazioni “Salam ONG” e “Al Fallah” e per conoscenza alla Prefettura di Taranto, lamentando gravi inadempienze riguardanti il rispetto dello statuto dei lavoratori. “Dopo aver segnalato e comunicato agli enti preposti” tali mancanze, USB Taranto ha anche riscontrato “il grave problema di accoglienza dei migranti da parte delle associazioni riguardo la distribuzione mensile del kit igiene, il pocket money, schede telefoniche e soprattutto la mancanza di un fondo per le spese sanitarie, nonché la sistemazione dei migranti minori alloggiati in strutture a nostro avviso prive dei requisiti necessari e spesso da condividere con migranti maggiorenni”.

E come se non bastasse il sindacato denuncia la totale mancanza di comunicazione con le due associazioni, con Salam che avrebbe anche licenziato tre lavoratori iscritti al sindacato, “con motivi pretestuosi e discriminatori e senza preavviso”.

Insomma un comportamento ritenuto “intimidatorio e discriminatorio”, eseguito con atti che “ledono la libertà e la dignità dei lavoratori”, il tutto senza alcuna comunicazione o volontà di chiarire sia la questione dei lavoratori che quella dei migranti. Per tutto questo USB Taranto ha quindi proclamato per l’8 luglio 2016 lo sciopero di 24 ore di tutti i lavoratori delle sopracitate organizzazioni, e inoltre effettuerà un sit-in di protesta con i lavoratori e i migranti nei pressi della Prefettura per richiedere un incontro urgente col Prefetto.

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