Discorso dei Ceri del Commissario Castaldo: “Protagonisti e non spettatori. Buona festa alla bella Martina”

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Società


Il primo discorso del commissario Castaldo alla città di Martina in occasione della Cerimonia dei Ceri per la festa di San Martino. Pubblichiamo di seguito il discorso integrale:

Rivolgo il mio riverente saluto a Sua Eccellenza Monsignor Filippo Santoro. Grazie per la sua presenza, per la sua parola e per la sua benedizione in occasione della Cerimonia dei Ceri.

Con viva cordialità porgo i miei saluti a Don Franco Semeraro che ci ospita in questo meraviglioso luogo e gli rinnovo gli auguri per i 50 anni del suo sacerdozio.

Saluto le autorità civili e militari, i rappresentanti delle associazioni che operano sul territorio e tutti i cittadini che, questa sera, partecipano all’apertura dei festeggiamenti dei Santi Patroni: un rito che annualmente rinnova la devozione storica del popolo martinese ai Santi Martino e Comasia.

Un rito che è sì di fede e devozione, ma anche di impegno civile e morale della comunità di Martina Franca, una comunità laboriosa, ospitale, generosa, solidale, coesa pur nella dialettica democratica.

Con profonda emozione e grande orgoglio rappresento per la prima volta il Comune di Martina Franca in questa occasione e in questo luogo, nello splendore della Basilica di San Martino, monumento di Pace dell’Unesco e una delle sette Chiese Giubilari della Diocesi durante questo anno Santo della Misericordia.

L’offerta dei Ceri, che da 250 anni ancora una volta oggi compiamo nel segno di una antica tradizione, conferma la promessa a cooperare per una città di pace e di partecipazione. Ispirandoci alla vita e al messaggio di San Martino di Tours, che oggi festeggiamo, dobbiamo essere impegnati a costruire “un modello di sviluppo che non privilegi il profitto ma la vita e la solidarietà”, come ha dichiarato Monsignor Santoro durante la celebrazione eucaristica di ringraziamento per i 20 anni di ordinazione episcopale.

Da pochi giorni sono stato chiamato ad amministrare questa città, di cui mi ha colpito la spiccata identità culturale, che non può non coniugarsi con la passione civile e la responsabilità sociale. Ed è a questo spirito della vostra comunità che mi appello come funzionario dello Stato per operare al vostro servizio con correttezza e trasparenza.

Cercherò di assolvere la mia funzione con il massimo impegno, per garantire servizi adeguati alle legittime aspettative della cittadinanza e per favorire politiche di coesione sociale e di sostegno al lavoro ed alle imprese. Fonderò la mia azione su valori che sono universali. Valori che sono patrimonio di tutti e in cui tutti dobbiamo riconoscerci, quali legalità, giustizia, responsabilità, rispetto, accoglienza e solidarietà. Valori che devono essere posti a fondamento dell’attività quotidiana di chi, a vario titolo, svolge funzioni politiche, amministrative e sociali. In questo senso, sono imperative le parole di Papa Francesco: “Il vero potere è il servizio”.

Sono convinto che, assieme, potremo svolgere un buon lavoro a beneficio di questa terra. L’esperienza mi suggerisce che solamente attraverso uno sforzo unitario è possibile raggiungere gli obiettivi di crescita civile, sociale ed economica ai quali sicuramente tutti indistintamente puntiamo.
Abbiamo già sperimentato l’impegno condiviso proprio nell’organizzazione di questa bella e importante festa patronale, che inaugura in modo così simbolico il mio mandato di commissario.

L’unione e lo stare insieme sono le condizioni imprescindibili per lo sviluppo dei territori, che siano essi locali, nazionali o europei.
Dobbiamo dialogare, integrare, essere protagonisti e non spettatori, cittadini attivi che lavorano per il bene comune.

Nell’offrire questi ceri ai Santi Patroni, voglio sottolineare che il rispetto di questa tradizione deve rappresentare per me e per tutti i martinesi un ponte verso il futuro, una prospettiva di crescita, un gesto di speranza e fiducia reciproca, un patto tra cittadini e istituzioni .
In questi tempi difficili per l’Italia, di etica talora instabile e di dialettica spesso convulsa, la coesione e l’unità d’intenti siano la nostra guida verso il progresso, come chiede la nostra Carta costituzionale.

Con questi pensieri rinnovo i saluti all’Arcivescovo Filippo Santoro, a Don Franco, alle Autorità, alle Associazioni e ai cittadini a cui garantirò disponibilità e spirito di servizio.

Buona festa alla bella città di Martina.

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