Calcio a 5. 37 imprenditori denunciati e sequestro per 1.3 milioni

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Due imprenditori martinesi (padre e figlia), proprietari di alcuni supermercati, gestivano di fatto 8 associazioni sportive, attraverso le quali perpetravano illeciti penali tributari, emettendo fatture per operazioni inesistenti relative a pubblicità mai fatte, per un imponibile complessivo di 2 milioni e 900mila euro.

I fatti sono stati accertati dai finanzieri del Comando Provinciale di Taranto, che hanno eseguito un sequestro per equivalente di disponibilità finanziarie e beni per 1,3 milioni di euro, nei confronti dei responsabili di associazioni sportive dilettantistiche.

Il comunicato conferma quanto già diffuso dal sito NoiNotizie ieri, il quale riportava: “Sono a carico di cinquanta indagati nell’ambito dell’inchiesta della procura di Taranto per un presunto giro di fatture false, legato a sponsorizzazioni sportive. Secondo l’indagine, l’attività di frode al fisco riguardava vari rappresentanti legali, di cinque anni fa circa, di Asd Real Five Ostuni, Asd Real Martina Franca, Asd Oriental Five Martina, Asd Futsal Locorotondo, Asd Futsal Cisternino, Asd Real Five Carovigno, dunque organizzazioni sportive del calcio a cinque, essenzialmente. Riguardava, inoltre, vari rappresentanti legali di aziende del territorio. Sono cinquanta, complessivamente, le persone che compaiono nell’elenco dei sequestri, per un valore complessivo di circa un milione e mezzo di euro. Si va da poche centinaia di euro a decine di migliaia, secondo la responsabilità addebitata a ciascuno degli indagati nella vicenda”.

Secondo quanto comunicato dalla GdF, le fatture venivano emesse a favore di 53 aziende esercenti prevalentemente attività di commercio all’ingrosso di generi alimentari, materiale elettrico, confezionamento di capi di abbigliamento e lavorazioni edili, non solo in Puglia, ma anche in Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna. Il sistema era semplice: bonificavano quanto riportato dalle fatture e ricevevano in contanti quanto versato, tranne il 30% (l’iva del 20% più un compenso per i due imprenditori che era del 10%).

Nell’inchiesta è emersa la complicità di un dipendente bancario che non avrebbe adempiuto alle prescrizioni antiriciclaggio.

Il provvedimento cautelare emesso dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Taranto – dott.ssa Valeria Ingenito, su proposta della Procura della Repubblica – Sostituto Procuratore dr. Enrico Bruschi – va a recuperare le somme corrispondenti all’evasione fiscale accertata in materia di I.V.A. ed II.DD.


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