Terremoto. Migranti tarantini pronti a partire come volontari

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«Il terremoto che ha colpito le popolazioni italiane non può e non deve diventare il terreno di scontro per misurare la “solidarietà” o marcare le differenze tra l’accoglienza destinata ai migranti e il sostegno offerto alle popolazioni terremotate». È quanto ha sottolineato Nicole Sansonetti, presidente della cooperativa «Costruiamo Insieme» che accoglie migranti e richiedenti asilo in diverse località della Puglia in  risposta alle numerose polemiche lanciate attraverso i social network. «Per quanto siano differenti nella causa, le condizioni degli italiani terremotati e dei migranti accolti in Italia è accomunata dal fatto di aver perso tutto: la casa, gli affetti, il lavoro, i risultati dei sacrifici di una vita. Chi è scappato dai Paesi Africani per sfuggire al terrorismo – si pensi a Boko Haram in Nigeria – lo ha fatto purtroppo dopo aver visto la morte con i propri occhi. Proprio come tanti abitanti di Amatrice e altri comuni del centro Italia hanno visto le macerie e i corpi dei propri familiari uccisi. Chi in queste ore sta continuamente lanciando invettive sta solo strumentalizzando il dolore e la sofferenza delle vittime di questa calamità naturale per aizzarli contro altri uomini, donne e bambini sofferenti e allontanati dai propri affetti».

Secondo Nicole Sansonetti, infatti, in queste ore si deve legittimamente pretendere un sostegno più che dignitoso per le vittime del terremoto e successivamente un efficace lavoro di ripristino dei luoghi per restituire la propria vita a queste persone. Questo, inoltre, ricorda che il vero nemico da combattere è quello di chi su queste tragedie, terremoti e accoglienza profughi, vuole esclusivamente speculare: quello che è successo a L’Aquila deve risvegliare le coscienze e portare tutti ad essere vigili oltre che generosi. E proprio per quest’ultimo punto – ha aggiunto la presidente della cooperativa Costruiamo Insieme – vogliamo sottolineare che alcuni migranti ospiti delle nostre strutture si sono resi disponibili a offrire il proprio contributo nei luoghi colpiti dalle scosse: non è solo un modo per ricambiare l’accoglienza ricevuta, ma anche e soprattutto la volontà di poter dimostrare che possono contribuire ad aiutare e magari migliorare la nostra Italia. Anche alla luce di quanto si è discusso in questi giorni sulla proposta del prefetto Marco Morcone, forse, è giunta la prima occasione per dare seguito alle idee e concretizzare il concetto di integrazione. Come Costruiamo Insieme, quindi, restiamo pienamente a disposizione delle autorità che stanno gestendo l’emergenza per poter partecipare direttamente con i nostri ospiti alle operazioni necessarie da svolgere nelle terre terremotate».


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