Corre l’anno 2016 e la strada che congiunge due piccoli paesini del catanzarese (Nicastro e Platania) che guardano dall’alto la piana di Lamezia terme, si trasforma per la diciottesima volta, in “ palco “, lungo 6000 metri, su cui si esibiscono gli attori, principali e comprimari, del variegato mondo delle salite italiane. Tra essi, diversi piedi, più o meno pesanti, della Valle d’Itria, in particolare, delle terre di Fasano, Locorotondo e Martina Franca. Alcuni di essi, scelgono la trasferta calabrese per “sgranchire” un po le ruote delle proprie vetture, fuori dalla classica Fasano Selva, ma tra loro c’è chi ha iniziato la stagione con l’obbiettivo di puntare ad un titolo nazionale di classe o addirittura, qualcuno si ritrova a lottare per un campionato, maturato grazie alle prestazioni conseguite in gare precedenti.
Dopo l’ottavo dei dodici appuntamenti del campionato italiano, il baricentro geografico delle gare in programma, tende in prevalenza verso il centro sud con una gara a Gubbio, due in Sicilia (Trapani e Caltanissetta) fino a risalire nel cuore delle Alpi bellunesi, in quel di Pedavena dove culture motoristiche italiane e Austro germaniche, si ritrovano a distanza ravvicinata.
La cronoscalata del Reventino dunque, festeggia la sua maggiore età, ma pur così giovane, questa gara è già grande da diversi anni e sin da piccola , si fregia della titolazione di prova di campionato italiano. Molto gradita ad appassionati e a chi ci va a correre, costituisce uno schiaffo morale al luogo comune che vuole quella parte di sud Italia, una realtà ingessata dai luoghi comuni di un meridione poco intraprendente e arretrato. Ottima organizzazione quindi, percorso bellissimo e ben curato nei dettagli riguardanti la sicurezza passiva dei piloti. Arrivo nel piccolo borgo di Platania e parco chiuso per le vie cittadine, davvero una situazione dove le corse vanno a cercare la vita comune della gente in un ipotetico abbraccio.
La normale tranquillità di un piccolo borgo montano fa da aperitivo a quello che di li a poco ci sarà, sotto una cappa di nuvole piovose che non vogliono proprio abbandonare questo CIVM 2016. Gara bagnata dunque, ma la quasi totalità dei drivers, non rinuncia a giocare d’ azzardo in un susseguirsi di pioggia più o meno forte e di tratti d’ asfalto più o meno asciutti all’ aria aperta e piu’ umidi, sotto gli alberi del verdissimo tracciato lametino.
Dal silenzio, si passa al primo rumore delle auto da corsa, prima le storiche in un immagine che sembra non avere colori. Dopo l’ arrivo, qualche pilota si ferma, per essere meglio immortalato da un fotografo, regala qualche altro
colpo di acceleratore ai presenti e va a spegnere la vettura che si “incastra” come la tessera di un mosaico multicolore a formare un ingorgo che ogni appassionato vorrebbe vedere ogni giorno.
Ormai i tempi della prima manche sul bagnato, saranno frutto solo di equilibrismi e guida pura, solo in gara due, sarà possibile godere di potenza e velocità, fiaccate parzialmente dagli ultimi e traditori tratti umidi sotto la vegetazione.
Ma, intanto, la pioggia incessante, costringe i vari piloti arrivati al parco chiuso, a riunirsi in vari gruppi che combaciano esattamente con i punti di riparo dalla pioggia e li è davvero suggestivo ascoltare l’ intreccio di accenti di tutta la penisola, tra cui i nostri dialetti. Si parla di asfalto bagnato, assetti, gomme e quant’ altro, ma quasi sempre di corse. Bello passare accanto a uomini che provano diverse sensazioni per la stessa esperienza: si passa dallo stato d’ animo freddo e pacato, alla forte emozione provata che si manifesta con un tremolio carico di adrenalina nel percorrere quel tratto di strada con la propria auto da corsa.
La pioggia piano piano si placa, una moltitudine di rumori attende l’OK per stendersi a formare il serpentone per la ridiscesa, si attende gara 2, quella decisiva.
Brillano i primati di classe di: Vincenzo Pezzolla ( E2 SC 1000 1000 ), Micoli Vito ( E1 ITA 1600 T ), Giacomo Liuzzi ( RSTB 1600 ), Miccolis Angelo ( N2000 ), Martino Sisto ( E1 ITA N 2000 ), Gianni Angelini ( RS 2000 ), Vito Tagliente ( E2 SH 1400 ), Francesco Savoia ( RS 1600 ), Teo Furleo ( RS 1400 ), Annesse Nicola ( bicilindriche gruppo 2 ). E poi una miriade di secondi e terzi posti conseguiti da altri piloti delle nostre parti.
Perle preziose di una gara in cui si è goduto solo a metà: la rabbiosa sequenza di cambi di marcia di Simone Fagioli che si invola verso la sua ennesima vittoria, la conferma di altissime prestazioni del bolognese Manuel Dondi che rimette la sua affusolata X1/9 davanti a tutte le vetture turismo. Si è rivista la bellissima Ferrari del decano Piero Nappi, sempre al top. E poi, il calore del pubblico calabrese festante che saluta i conterranei Giuseppe Aragona e Domenico Scola, il primo, sempre più vicino alle vetture 2000 con 400 cc in meno, mentre il secondo , sempre più vicino alla vetta con la sua nuova 3000 in un tripudio di velocità generata da salite, guidate come se non ci fosse un domani. Bella e misteriosa al debutto l’ Alfa 4C di Marco Gramenzi, ma la cara e vecchia 155, quanto è mancata. Bello il sorriso giovane e pulito di Rachele Somaschini, pilota e testimonial per la lotta alla fibrosi cistica.
Esattamente due settimane dopo, la carovana dei piloti da salita, affolla le vie medievali di Gubbio. Per la prima volta, non incombono nuvole sul CIVM e i risultati, salvo imprevisti, rispecchiano i valori reali in campo.
Circa una ventina di piloti appartenenti al nostro comprensorio, si sono mossi alla volta di Gubbio per disputare la 51^ edizione della cronoscalata Gubbio Madonna della cima denominato trofeo Luigi Fagioli.
Molti dei nostri piloti, erano presenti per andare a caccia di punti pesanti in vista di un campionato che volge verso le tre gare finali.
Vincenzo Pezzolla, conquista il primato nella E2 SC 1000, a bordo della piccola Osella 1000. Terzo in E1 1600, il fasanese Rino Tinella su Peugeot 106, mentre , sempre in E1, ma nella 1600 turbo, rafforza la sua leadership in campionato, il presidentissimo locorotondese Vito Micoli, ancora in alto con la sua Renault 5.
Primo in E2 SH 1400, il fasanese Leonardo Semeraro, al suo rientro nelle cronoscalate con la sempre bella FIAT 127 by Sambuco, mentre il giovane Andrea Palazzo, ottiene un altro ottimo piazzamento ( 3° in RS PLUS 1600 turbo ).
Avvincente, sul filo dei centesimi di secondo, la lotta nella racing start 1600 turbo, ormai faccenda unicamente fasanese, Giacomo Liuzzi prevale su Ivan Pezzolla e Oronzo
Montanaro, vetture identiche ( Mini Cooper ) per un finale di campionato che si preannuncia incandescente.
Gianni Angelini, resta in corsa per il campionato, grazie ai piazzamenti ottenuti, nella classifica aggregata, arriva terzo in racing start 2000.
Ennesimo record del tracciato per la Saxo guidata da Francesco Savoia, ma il primo posto in racing start 1600, non basta ancora per laureare campione di classe il driver fasanese. Dietro a Savoia, nella medesima classe, troviamo il questore Angelo Loconte, terzo per somma di tempi.
Il piccolo concentrato di simpatia che risponde al nome di Franco Colabello, è secondo in N2000 e vede sempre più vicino il sogno del titolo italiano di classe, la vettura: una Renault Clio RS.
Primo in racing start 1400, il fasanese Teo Furleo, secondo posto per il giovane Andrea Pinto, suo concittadino, molto intraprendente e veloce nel suo primo anno piu’ intenso di corse, alle sue spalle, si piazza l’ altro fasanese Doriano Sarcinella. Da segnalare , infine, il buon quarto posto di Domenico Tinella su FIAT 500 nella classe riservata alle Bicilindriche.
Al di sopra di tutti, vi è la prima affermazione dell’ anno per il giovane Domenico Scola che dopo la brutta disavventura di Fasano, ha saputo risorgere dalle sue ceneri e rilanciarsi in una categoria superiore, anzi la più
impegnativa, quella della 3000 dedicata alle vetture monoposto, dove primeggia incontrastato, Simone Fagioli, assente a Gubbio per l’ impegno nella gara di europeo a Sant’ Ursanne in Svizzera, ma i due piloti, sicuramente, saranno protagonisti di duelli epici nel futuro prossimo.
I motori del CIVM, ora, si riaccenderanno a Erice (Trapani) il prossimo 18 settembre.
Reventino
Gubbio
(Fotoservizio di Giuseppe Carrone)









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