Ventisei lotti all’asta: vince la migliore offerta, senza alcun vincolo di partecipazione. Quello che pare un round del “Mercante in Fiera” è in realtà quanto accadrà a Martina Franca, dove il locale ufficio patrimonio ha disposto la cessione di 26 lotti, comprendenti immobili scolastici rurali e trulli, tutti siti all’interno del territorio comunale. E’ quanto riporta l’edizione di ieri della Gazzetta del Mezzogiorno, che elenca tutti gli immobili, dando anche qualche curiosità sugli stessi.
E così si scopre in realtà che gli immobili sono tutti occupati abusivamente: alcuni da quasi vent’anni, altri assegnati come alloggi popolari nel corso degli ultimi quindici. Cosa ne sarà degli occupanti non si sa ancora, visto che si parla di un problema che in questi anni è passato di mano in mano, dal sindaco Palazzo al commissario Castaldo, passando per l’ex commissario Calvosa e l’ex sindaco Franco Ancona.
In attesa di capire dove finiranno gli sfrattati, la Gazzetta riporta che i beni sono stati valutati secondo un prezzo di mercato dal Settore Patrimonio col Comune che ha deciso la cessione ad ogni costo, compreso quello della mancanza di agibilità e degli ingenti costi di ristrutturazione per immobili – alcuni risalenti addirittura al secondo Dopoguerra – che ormai sono in avanzato stato di abbandono. Lodevole è l’intento del Comune di Martina Franca di porre fine ad una brutta pagina di degrado e abuso, ma non basta certo indire un’asta – con esiti tutti da verificare – per risolvere il tutto.
E tornando ai lotti all’asta, si parte dai 15mila euro per i trulli di Curcio (41 mq) e Cicerone (30mq) fino ad arrivare ai 210mila per due livelli (180mq + 300mq esterni) a Madonna del Pozzo. Nel mezzo una vasta tipologia di immobili: 90mila euro per una casa rurale a Cupa, 148mila euro a Primicerio (via Ceglie) per 130 mq e un’area di 940 mq, sempre 90mila euro per 85 mq e un’area di 500 mq a San Domenico-Falcecchia (via Villa Castelli), 120mila euro per 150 mq + 850 mq esterni a Cupina, sulla Grottaglie-Villa Castelli.
Altri immobili a parte, balzano poi all’occhio 3 alloggi per 210 mq a Specchia Tarantina, in un’area trasformata in Edilizia residenziale pubblica recentemente ristrutturata dalla Regione, oltre a un immobile da 170mq + 14800mq a Finimondo (base d’asta 85mila euro). E se i soldi sono un problema, con 3mila euro si potrà prendere una striscia di 5x12mt a destinazione agricola in Madonna del Rosario.

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