La terribile tragedia che ha colpito i monti dell’Abruzzo lo scorso martedì 24 gennaio e che è costata la vita a 6 uomini tocca tragicamente anche la Valle d’Itria.
Walter Bucci, Davide De Carolis, Giuseppe Serpetti, Mario Matrella, Gianmarco Zavoli, erano l’equipaggio che viaggiava a bordo dell’elicottero del 118 chiamato a soccorrere lo sciatore Ettore Palanca ferito ad una gamba tra le montagne di Campo Felice. Il velivolo , molto probabilmente a causa una fitta nebbia e di un vento che soffiava a 40 chilometri orari, è caduto dopo aver recuperato lo sciatore con una gamba fratturata in una zona fortemente innevata e montuosa a circa 1.600 metri di quota. Tutte e sei le persone a bordo hanno purtroppo perso la vita.
Una delle vittime, il verricellista esperto Mario Matrella, era un tecnico del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico molto amico del Gruppo martinese.
“Un’amicizia – ha commentato il presidente del GSM Michele Marraffa – nata a Foggia più di venti anni fa quando Mario iniziò a praticare la speleologia e poi consolidatasi sui monti Alburni e successivamente nel Soccorso. In questi casi le parole servono a poco, ma esprimo a nome di tutti i soci del mio gruppo che conoscevano Mario la nostra vicinanza alla famiglia. Quello speleo è un ambiente dove le amicizie nascono per rimanere per sempre, e noi oggi ci sentiamo più soli perché Mario era uno di noi, il suo sorriso, la sua sincerità, la sua esperienza e la sua grinta ci mancheranno.”
Intanto sul sito del Gruppo martinese gli speleo si sono stretti attorno al ricordo del Matrella:
“Non sappiamo come sia potuta accadere questa tragedia,- si legge sul sito- non sappiamo cosa sia successo su quell’elicottero, né tantomeno quando il cielo che tanto amavi è crollato, quello che sappiamo è che abbiamo perso un amico, un tecnico, uno speleo, uno di noi. Sappiamo che non ti piaceva essere considerato un eroe però per noi lo eri da oltre vent’anni. Il destino, il caso, la sfortuna, il lavoro… tante le vicissitudini che non trovano mai argomenti e parole forti in grado di comprendere la morte, che è sempre assurda, soprattutto quando ti coglie nei luoghi e nelle azioni che ti sono fonte di passione.
CIAO MARIO possa il buio di qualsiasi abisso e il cielo notturno svelarsi sereno ai tuoi occhi”.

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