Dall’Università di Valladolid arriva il riconoscimento per il locorotondese Antonio Albanese

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Si chiama Antonio Albanese il neo laureato in architettura locorotondese che con una tesi di laurea sul Castello normanno di Ginosa è stato premiato, assieme a un gruppo di 6 colleghi tutti pugliesi, dall’Università di Valladolid e dal  Ministero della Cultura e del Turismo di Castiglia. Il  progetto di ricerca resta ad oggi lo studio più approfondito finora realizzato sul monumento ginosino e potrà costituire un utile riferimento scientifico per l’intervento di restauro a cui sono chiamati alla collaborazione: Comune di Ginosa, Soprintendenza, Politecnico. La tesi inoltre ha conseguito un apposito riconoscimento con Segnalazione di Merito e diritto di pubblicazione.

Il castello normanno edificato attorno al 1100, su un pianoro delimitato da una profonda gravina, a 240 m sul livello del mare è alto 15 m, su base quadrata (9 x 11 m), suddiviso su quattro livelli e con uno spessore murario costante di quasi 2 m per tutta l’altezza, domina, su una lingua di terra, dal primo gradino della murgia  sud-ovest, la sottostante piana che si fonde col mare, da Taranto a Metaponto.

Il simbolo della città di Ginosa nonostante alcuni lavori di restauro tra il 2009-2011, un sinistro presagio si è concretizzato sul finire del 2013,  infatti,  il 7 ottobre, un nubifragio recò numerosi danni alla tanto da obbligare l’inagibilità di parte dell’abitato e del Castello.

La tesi di laurea e il progetto di restauro si inserisce in un laboratorio di laurea in Restauro architettonico, nell’ambito del corso di architettura del Politecnico di Bari e dell’accordo quadro tra l’Ateneo di Bari, (Dipartimento DICAR), e il Comune di Ginosa, che ha consentito a sei laureandi: Antonio Albanese (Locorotondo), Federica Allegretti (Monopoli), Carla Castellana (Putignano), Angela Colamonico (Santeramo), Federica Fiorio (Bitonto), Martino Marasciulo (Fasano), con il supporto di diversi docenti del poliba (relatrice, prof.ssa Rossella de Cadilhac), di approfondire il caso-studio e approdare al progetto: “Il Castello normanno di Ginosa. Progetto di salvaguardia e valorizzazione di una memoria”. Il lavoro si compone di tre volumi: Storico-progettuale (463 pagine); Rilievi e disegni; Fotografico.

“La conoscenza storico-strutturale del monumento – si legge – è il presupposto fondamentale, sia ai fini della stabilità del complesso fortificato, che per la scelta di un efficace e al tempo stesso rispettoso intervento di restauro che tenga conto della successione delle stratificazioni storiche. Il progetto si suddivide essenzialmente in due parti conseguenziali: la prima, mira ad assicurare la stabilità del Castello con interventi di riabilitazione strutturale e messa in sicurezza; la seconda, contempla la nuova destinazione funzionale, compatibile, rispettosa e utile alla collettività locale. Nella convinzione che il Castello di Ginosa possa diventare un catalizzatore socio-culturale e uno strumento di promozione e valorizzazione del territorio, dopo attente analisi, il progetto propone di trasformare il Castello in un luogo esperienziale con finalità ludico-didattiche, interattivo, in cui si relazionano il gioco con le discipline dell’arte, della scienza e dell’archeologia”.

Il riconoscimento ottenuto e la completezza del lavoro potrebbero trovare prossima concreta applicazione come racconta  il Sindaco di Ginosa, Vito Parisi: “E’ un lavoro di indubbia qualità scientifica. Finora nessuno studio di restauro sul Castello di Ginosa è stato condotto in modo così approfondito. Manca solo il dato contabile! Credo comunque che possa concretamente offrire una importante opportunità di conoscenza per i necessari interventi sul più importante monumento della città, in collaborazione con la Soprintendenza di competenza e il Politecnico”.

Sulla tesi premiata si sofferma anche il Direttore della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce, Taranto, Maria Piccarreta: “Indubbiamente un plauso va ai neo-laureati in architettura del Politecnico per il lavoro svolto e il riconoscimento ottenuto. Questa Soprintendenza ha ottenuto dal Ministero dei Beni Culturali, e dispone, di 100.000 euro per i più urgenti interventi di restauro del Castello di Ginosa. A breve effettuerò una ricognizione sul monumento per constatare lo stato di fatto, anche a seguito della recente emergenza-neve che ha coinvolto la città. E’ auspicabile e opportuna – conclude – una collaborazione tra Soprintendenza, Comune di Ginosa, Politecnico per attuare un programma d’intervento condiviso”.

Viva soddisfazione esprime il Rettore del Politecnico, Eugenio Di Sciascio che così commenta e augura: “I riconoscimenti e le attestazioni dirette e indirette ricevute dai nostri neo-laureati testimoniano, anche su scala internazionale, la qualità degli studi che il nostro Politecnico garantisce valorizzando le indubbie qualità dei giovani allievi. Sottolineano l’attenzione che il Politecnico ha nei confronti del territorio pugliese e delle istituzioni pubbliche locali in quell’opera indispensabile di servizio e di supporto allo sviluppo. Auspico che il lavoro di qualità svolto dai nostri neo architetti possa trovare ulteriori soddisfazioni anche sul piano applicativo nell’ambito di una sinergica collaborazione con l’Amministrazione comunale di Ginosa, la Soprintendenza, la Regione Puglia”.


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