La Rai snobba Martina e Locorotondo. Tra pubblicità e presunti complotti, ecco cosa potrebbe essere successo

/ Autore:

Ciclismo, Politica, Società, Sport , , ,



La Rai ha snobbato Martina Franca e Locorotondo. Nonostante la preparazione, le strade chiuse, il coinvolgimento dei cittadini, a Locorotondo addirittura la vendita delle magliettine rosa del Giro, la regia ha preferito mandare in onda spot e l’intervista a Patrick Dempsey, ospite all’arrivo ad Alberobello. Per capire come è andata, però, non avendo avuto risposte ufficiali, se non commenti e qualche piccola indiscrezione, proviamo a iniziare da dicembre 2014, quando a Palazzo Ducale l’allora assessore allo Sport Coletta convoca i suoi omologhi dei paesi vicini. L’idea era quella di portare in Valle d’Itria il Giro, ma facendo in modo che una tappa intera fosse dedicata alla Valle. Partenza e arrivo. Martina, Ceglie, Ostuni, Cisternino, Fasano, Alberobello, Locorotondo. Il mare, le murge, i muretti a secco. Una pubblicità grandiosa, al costo di 200.000 euro circa. La cosa non andò in porto, perchè c’erano comuni che non volevano pagare: “Bisognava accreditare i comuni, comunicando il chilometraggio delle strade, gli alberghi. Dovevamo dividere la spesa, facendo pagare di più al Comune d’arrivo e di partenza. La cifra per quelli di passaggio sarebbe stata molto meno” ci spiega Stefano Coletta. “Per accreditare il territorio, i Comuni dovevano consegnare un po’ di documentazione: non abbiamo avuto notizie da Locorotondo, Ostuni e Fasano“. Non volevano pagare? “Non ho voglia di rovinare i rapporti con nessuno“, risponde l’ex assessore.

Dal 2014 ad oggi, Rcs, la società editrice che organizza il Giro, sviluppa il percorso, decide le tappe, prepara l’edizione. L’intenzione del presidente Cairo, come si legge su Business Insider, è quella di far eguagliare per fatturato il Giro al Tour de France: 150 milioni ad edizione. Il Giro per ora vale 25 milioni, tra sponsor e diritti televisivi. La Rai innanzitutto, che poi si vende gli spazi ad inserzionisti. La necessità di rispettare il contratto con gli sponsor sarebbe alla base dell’ “oscuramento” di Martina Franca, probabilmente perché alcuni inserzionisti hanno pagato fior di quattrini per andare in onda attaccati all’intervista a Dempsey, tra l’altro testimoniale Vodafone. Eppure, i più esperti del Giro fanno notare che anche nei casi della pubblicità, rimane aperta una finestrella nella quale è possibile continuare a seguire i ciclisti, cosa che proprio non è accaduta. Inoltre l'”oscuramento” di Martina, per quanto fortuito sostenga chi si affretta a giustificare la Rai e le esigenze televisive, è stato preciso, netto, tagliato col bisturi all’inizio e alla fine della città.

Cosa potrebbe essere successo, quindi? Martina Franca non ha proseguito l’impegno per il Giro, evidentemente, a differenza di Alberobello, che avrebbe pagato circa sessantamila euro. Il passaggio da Ceglie Messapica, invece, sarebbe avvenuto grazie all’interessamento diretto del sindaco. A Martina, non essendoci più un’amministrazione e quindi nessuno che avesse particolare interesse a giocarsi la visibilità, il Giro è passato liscio, senza nessun intoppo e promesse da mantenere. Eppure ogni comune coinvolto ha fornito tutto quello che l’organizzazione aveva richiesto, garantendo sicurezza e incolumità della carovana, attivando i C.O.C. che hanno un costo, e fornendo di tasca propria un kit con acqua, panino e frutta per i 130 volontari della carovana. E il rifacimento delle strade, ovviamente. Martina Franca non ha però pagato nessuna quota per la settima tappa del Giro. Solo Alberobello, ci risulta, ha pagato. Ma non Ceglie, e nemmeno Massafra a quanto pare.

Essendo in campagna elettorale, a Martina Franca, i sostenitori di un candidato hanno pensato di utilizzare il Giro per tentare di sfruttare la visibilità delle televisioni nazionali. Un’idea onestamente geniale, non invasiva, pulita. Eppure, come ci ha confermato un giornalista Rai, proprio questa presenza potrebbe aver causato il salto a piè pari su Martina Franca, non tanto per la difficoltà a oscurare le immagini, quanto a garantire agli altri candidati la stessa visibilità. Senza parlare delle vele sparse un po’ ovunque. Chi se li deve sentire poi i partiti che rompono?

A Locorotondo, è accaduta la stessa cosa, quasi totale oscuramento del paese, ma il Comune già da tempo aveva dimostrato disinteresse istituzionale per il Giro, salvo poi affrettarsi a passare una mano di rosa dove possibile. Questo potrebbe giustificare le parole di comprensione del sindaco Scatigna nei confronti della Rai, nonostante ci abbia abituati a toni battaglieri anche per cose di sicuro meno valore di un passaggio nazionale?

Ci viene in mente, infine, la recente querelle tra i cittadini di Martina Franca e un sito internet in merito ad un articolo che avrebbe sbeffeggiato la nostra città, dopo la visita del portiere tedesco Neuer. Immediatamente c’è stata una levata di scudi, l’invito a prendere provvedimenti, anche da un nostro deputato, il cui silenzio nella vicenda del Giro fa il paio con le parole del sindaco di Locorotondo. Evidentemente prendersela con la Rai non è la stessa cosa di un giornale online calabrese.

Perché, quindi, l’oscuramento? Per esigenze pubblicitarie dai tempi chirurgici? Per punirci per non aver pagato? Perché nessuno si sarebbe lamentato? Chissà se qualcuno mai risponderà…


commenti

E tu cosa ne pensi?