Chiese doppie e Cangrega: Martina Franca e le cartine turistiche sbagliate

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Società


Errare è umano, perseverare è diabolico. Quando si parla di Martina Franca e di turismo questa è una delle massime più utilizzabili in qualsiasi contesto, dall’organizzazione di eventi agli aspetti più semplici e forse più degni di nota. Tutti ricorderete l’ormai famosa querelle di qualche anno fa sui cartelli presenti nel centro storico e tradotti in un inglese degno dei migliori cinepanettoni di Boldi e De Sica (come dimenticare l’Ospedaletto tradotto in “Small Hospital”?).

Bene, dopo circa 3 anni e mezzo quello stesso modus operandi torna nuovamente sotto forma di cartine turistiche, comparse in questi giorni in diverse attività commerciali di Martina Franca.  

Quello che dovrebbe essere un valido tool per turisti e visitatori rischia di trasformarsi in un gioco di enigmistica buono per allietare i caldi pomeriggi di agosto, da trascorrere per le vie della città alla ricerca della fantomatica seconda Basilica di San Martino, oppure per scoprire quale sia la reale collocazione di San Vito (se nella postazione C3 oppure in B2, oppure in nessuna delle due).

Una nostra lettrice ci scrive infatti: “Buongiorno, vorrei far notare le cartine sbagliate di Martina Franca presenti in paese e gratuitamente disponibili nei negozi (questa presa in una farmacia ). Le chiese della seconda fila sono sbagliate perchè riportano nuovamente i nomi di quelle presenti nel centro storico. Non è una bella figura questa per i turisti che vengono a visitarci”.

E le foto danno ragione alla nostra lettrice: secondo la simpatica e burlona guida di cui sopra a Martina Franca ci sarebbero due chiese di San Vito, due Basiliche di San Martino e via dicendo. Con una perla: la Congrega di Maria SS. Assunta che si trasforma in “Cangrega”. Come sia stato possibile ideare e stampare un simile pasticcio senza che nessuno notasse errori e strafalcioni non lo sappiamo ancora, ma speriamo vivamente che tutte queste guide siano presto ritirate dalla distribuzione.

A Palazzo Ducale comunque nessuno sa niente, con un assessore che – venuto a conoscenza da noi dei fatti – ha velocemente precisato che le cartine non sono state ideate dall’Amministrazione comunale.


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