Sono state premiate presso l’Università di Camerino, martedì scorso, in occasione dell’edizione 2017 del Premio internazionale SACU nell’ambito XXVII Seminario internazionale di Architettura e Cultura Urbana le tre tesi di laurea in architettura del Politecnico di Bari dedicate ai centri pugliesi di Locorotondo e Canosa e, in ambito europeo, ai borghi rurali andalusi (Spagna)
Il tema del concorso di quest’anno è stato “Ricostruzione e Innovazione” con le sezioni “Trasformazione e riuso dell’esistente. Nuovi paesaggi urbani. Materiali e tecniche costruttive”, giovani architetti hanno così focalizzato le loro attenzioni anche sul nostro paese.
Ogni tesi di laurea (48 in tutto) ha raggruppato il lavoro di sei studenti, coordinati dal docente-coordinatore-relatore, nell’ambito del laboratorio di tesi.
La tesi premiata su Locorotondo guarda al centro storico con occhi diversi che racchiude nei suoi insediamenti un forte carattere identitario. “L’immagine del centro antico – si legge nella tesi- sedimentata nella memoria collettiva è affidata alla coralità dell’edilizia minuta rappresentata da case a pseudo-schiera a più piani. Queste, realizzate con lo stesso materiale del luogo impiegato nella costruzione dei muretti a secco, assumono una particolare connotazione. Le scale, gli sporti di gronda, gli apparati decorativi a corredo delle aperture, gli infissi tradizionali, le ringhiere, le ferrate, sono altrettanti elementi che concorrono a caratterizzare l’aspetto di Locorotondo che, per la sua singolarità, impone misure di salvaguardia”.
“Locorotondo però – avvertono gli autori della tesi: Roberta Quaranta (Bari Palese), Antonio De Liddo (Bari), Annalisa Cascione (Bitetto), Caterina Anelli (Rutigliano), Giorgio Maria Bevilacqua (Foggia), Serena Cellie (Brindisi), Coordinatore/Relatore: prof. Rossella de Cadilhac – è un insediamento solo apparentemente ben conservato, in realtà a rischio di progressivo degrado per l’inadeguatezza dell’edilizia di base e soggetto a interventi e riusi spesso impropri che rischiano di compromettere irreversibilmente l’elevata qualità architettonica e ambientale dell’organismo urbano. Si pongono perciò delicati problemi di tutela e utilizzo che impongono un mirato recupero finalizzato ad una corretta fruizione attenta a preservare quei caratteri che fanno di Locorotondo un unicum irripetibile”.
(Ph. Ilovecanosa.it)

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