Un anno nelle retrovie, ma un bilancio tutt’altro che negativo. Antonio Giovinazzi, 23 anni da Martina Franca, guarda il bicchiere mezzo pieno al termine della sua prima stagione nel circus della Formula 1.
In un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, il rookie martinese ha parlato di tutto: il contratto da terza guida per la Ferrari, l’esordio nel Mondiale con la Sauber, i test al volante della Rossa. Ma come sottolinea la “Gazza” adesso il passo più difficile è trovare un ingaggio da prima guida per il 2018, impresa non certo facile in un mondo dominato dalle sponsorizzazioni: non si contano infatti i piloti che trovano un volante in virtù di una dote di milioni e milioni di euro portati dagli sponsor.
Al cronista che gli chiede se sia stato un anno perso o meno, Giovinazzi ha risposto che in realtà il 2017 gli ha portato più di quanto sperasse, tra test in pista, simulatore e tanto confronto con gli ingegneri. Un lavoro che ha reso Antonio più maturo e pronto per un 2018 da protagonista.
Ma la F1 è un mondo difficile? Giovinazzi ha le idee chiare, quando risponde che è il 2017 è stato un anno che ha visto momenti al massimo (come l’esordio in Australia, condito da un ottimo 12° posto) e altri ben peggiori (il weekend in Cina), ma una cosa l’ha capita: bisogna tenere sempre i piedi per terra e non caricarsi di troppe aspettative.
Conclusione sulla Ferrari: Giovinazzi spiega di sentirsi parte del team e molto considerato, visto che Vettel ha spesso apprezzato i giudizi del pilota martinese circa diverse soluzioni meccaniche provate sulla monoposto. Adesso Antonio vive vicino Maranello, per respirare l’aria della fabbrica ogni giorno. Nel 2018 forse il volante sarà altrove ma il sogno è sempre quello: sedersi in pianta stabile in una Ferrari.

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