Con l’avvicinarsi della scadenza elettorale delle politiche del 4 marzo, Martina Futura e Democratica, il movimento politico che alle scorse amministrative sosteneva Eligio Pizzigallo e che raccolse 1250 voti, comunica alla città che non farà nessun endorsement.
Tra poche settimane i cittadini saranno chiamati ad esprimere il loro voto “politico”. La scelta, come purtroppo accade ormai da troppo tempo, non è più il frutto di confronto tra uomini e donne rispetto alle esigenze vere dei cittadini, ma solo una corsa verso rendite di “potere” lontane dai bisogni della collettività e per lo più dettate da un “narcisismo” vacuo di chi la “spara più grossa”. Di qui lo scollamento tra i cittadini, che non accettano più imposizioni dall’alto, e la politica. La gente è ormai stanca di accettare candidature già confezionate e, ancor più, rappresentanti nelle Istituzioni più alte, sicuri di essere eletti con meccanismi elettorali dall’incerta resa rispetto ad una reale governabilità del paese. Martina Futura e Democratica, di estrazione marcatamente moderata, rivolge ancora un grazie ai suoi elettori, e guarda al futuro portando al centro del dibattito politico i temi veri della società che vanno dal rilancio dell’economia nel nostro territorio, ormai cronicamente atrofico, al mondo delle professioni, anch’esso abbandonato a se stesso, alla difesa delle classi più deboli, alle politiche per la famiglia, ad una sanità efficiente e non sprecona, all’ambiente in cui viviamo, al mondo della Scuola e dell’Università anch’esso mortificato da una visione politica inconsistente, alla creazione di nuove opportunità di lavoro per i giovani ma anche per coloro che ancora non sono entrati nel mondo del lavoro con dignità, ma vivono il dramma del precariato con tutte le conseguenze che ne derivano.
Proprio la Scuola e l’Università meriterebbero una particolare attenzione visto che le migliori professionalità scappano all’estero per mancanza di risorse. Martina Futura e Democratica, indirizzerà gli elettori della nostra città senza pregiudizio nei confronti di nessuno, ma guarderà alla concretezza delle proposte politiche, rispetto al nostro territorio, che i candidati faranno. Per dirla con semplicità non ci sarà nessun “atto di fede” ma solo la valutazione di “fatti” su cui si fonderà la scelta elettorale. I cittadini non vogliono più promesse vane ma vogliono toccare con mano la credibilità degli attori sulla scena politica-elettorale e la reale possibilità di avviare un percorso virtuoso verso la soluzione dei problemi che vivono ogni giorno.

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