“Le elezioni si svolgeranno dalle ore 7:00 alle ore 23:00”, recitano i cartelli informativi all’interno dei seggi predisposti per ogni tornata elettorale ma ieri a Martina Franca (e sicuramente non solo) le urne sono rimaste aperte ben oltre lo scadere dei tempi regolamentari.
Una situazione mai riscontrata prima d’ora e che sicuramente trova una possibile motivazione in una delle novità predisposte dal Ministero dell’Interno per scongiurare brogli: il tagliando anti-frode apposto su tutte le schede. Questo ritrovato ha costretto presidenti e scrutatori ad alcune manovre suppletive (come la verbalizzazione del codice e il distacco del tagliando dalla scheda prima di essere imbucata) che hanno provocato numerosi ritardi e code estenuanti. A Martina Franca emblematico è stato il caso della sezione 28 in Contrada San Paolo, dove il seggio ha registrato sin dalle prime ore di consultazioni, ritardi nell’ordine dei 100 minuti che hanno quindi generato una coda pressochè costante sino alle 23:00, quando la Polizia ha provveduto a chiudere l’ingresso, facendo accedere al seggio solo i votanti presenti nel plesso scolastico.
La procedura di votazione si è quindi protratta abbondantemente oltre la mezzanotte, fra documenti di riconoscimento riconsegnati ai proprietari sbagliati, schede richiuse male e fatte ripiegare anche 4-5 volte e una matita portata via da un votante senza che nessuno se ne accorgesse. Dopo qualche istante l’elettore è quindi tornato al seggio, restituendo il prezioso cimelio fra i sorrisi stanchi del personale del seggio. Ma questa non è stata l’unica situazione degna di nota, visto che anche in altri seggi (come nei plessi “Marconi” e “Grassi”) si sono registrate code, disagi e operazioni protratte ben oltre le 23:00.
E in tutto questo mare di disagi un dato confortante emerge ugualmente, e cioè la caparbietà della maggior parte degli elettori (di ogni età) che – nonostante le condizioni avverse – ha comunque esercitato il proprio diritto-dovere: unica nota positiva in un quadro politico in divenire tutt’altro che roseo.

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