Scarichi a mare nel cantiere AqP. La baia del Pilone trasformata in mare di fango. L’ente Parco delle Dune: “Si faccia chiarezza”

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La baia del Pilone, una delle più belle spiagge della costa ostunese e molto frequentata da martinesi, posizionata a pochi passi dal Parco regionale naturale delle Dune Costiere, si è trasformata in un mare di fango a causa di uno scarico a mare del cantiere dell’Acquedotto Pugliese dove si sta realizzando, a ridosso della spiaggia e delle abitazioni, una vasca di raccolta dei liquami fognari delle località marine del Pilone, Monticelli e Rosa Marina.

Lunedì sono ripresi i lavori di scavo per interrare la vasca di raccolta dell’impianto fognario a seguito del repentino dissequestro della zona. I sigilli erano stati apposti venerdì 9 marzo dalla Guardia Costiera sul materiale cementizio necessario al completamento dei lavori “per occupazione di suolo demaniale” non autorizzato e per la mancata osservanza della sottomissione a “Valutazione di incidenza ambientale” poiché l’area stessa rientra nel perimetro del parco regionale delle Dune costiere ed è qualificato dall’Unione europea come Sito di interesse comunitario (SIC).

La Guardia Costiera, intervenuta nuovamente, scrive la testata BrindisiReport che ha seguito la questione dell’impianto fin dal sua progettazione, ha chiesto all’impresa di avviare il sistema di aspirazione per verificare il funzionamento del sistema adottato e la sua corrispondenza alla determina autorizzativa. Come da autorizzazione rilasciata della Provincia, le acque prima di finire in mare dovrebbero essere state sottoposte a una procedura ben precisa, come si evince chiaramente dal Provvedimento Dirigenziale di Autorizzazione della Provincia, che reca la data del 21 febbraio 2018.

“Al fine di poter eseguire le opere di scavo in assenza di acque,- si legge nel documento di Autorizzazione- si rende necessario aggottare l’acqua sorgiva attraverso l’utilizzo di una o più pompe centrifughe di idonea prevalenza e portata, per garantire l’abbassamento della falda acquifera. L’acqua adescata dalle pompe, per consentire il trattamento di decantazione delle micro particelle solide, presenti nella stessa, sarà depositata in apposito serbatoio della capacità di 10 mc, che per sfioro passerà in un altro serbatoio della stessa capacità. Le acque così trattate, attraverso una pompa ad asse orizzontale, saranno convogliate, mediante apposita tubazione flessibile, della lunghezza di circa 2 metri, in mare per lo scarico finale”.

Sembrerebbe che gli scavi abbiano incontrato la falda costiera, cosa prevedibile dato che i lavori sono a ridosso di una spiaggia, e per svuotare dall’acqua il perimetro si è pensato di utilizzare delle pompe che scaricano il tutto a mare. Il tutto su autorizzazione della Provincia. Proprio su questo punto si sta battendo l’ente di gestione del Parco regionale delle Dune costiere da Torre canne a Torre S. Leonardo. L’ente parco ha ritenuto infatti di ravvisare una omissione nella procedura autorizzativa: la mancata richiesta da parte della Provincia di un suo parere e nulla osta, malgrado l’area ricada nei suoi confini, propedeutici al rilascio dell’autorizzazione stessa per lo scarico.

Sul caso sono al lavoro, oltre alla Guardia Costiera, anche l’Arpa di Brindisi e i Carabinieri forestali di Ostuni.

Si percepisce malcontento e sdegno da chi in quella zona ci vive, o affitta case per la stagione estiva, che per anni si è battuta contro la scelta del Pilone come area “idonea” alla realizzazione di questa opera. Pur sottolineando l’importanza dell’opera gli abitanti avevano sollevato delle riserve sull’ubicazione sottoponendo alle varie amministrazioni interessate dei progetti alternativi, tutto questo con il supporto tecnico di professionisti. L’azienda che gestisce l’Acquedotto Pugliese ha puntato i piedi confermando la scelta del luogo, con il nulla osta delle varie amministrazioni, da quella regionale a quella comunale. Così i lavori sono iniziati, con i problemi che sono sotto gli occhi di tutti. La vasca di liquami si ergerà in tutto il suo splendore all’ombra della torre, a pochi metri dal mare e da quella che era una delle più belle spiagge pugliesi.

(fonte foto: BrindisiReport.it)


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