Xylella in Valle d’Itria. L’appello del comitato: “Basta abbattimenti e uso indiscriminato di fitofarmaci”

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Le analisi sugli ulivi dichiarati infetti a Cisternino erano state fatte a giugno, ma i risultati sono arrivati a settembre e comunicati ai proprietari solo a dicembre. Le operazioni di abbattimento sono iniziate qualche settimana fa. “Nel frattempo non ci hanno permesso di mettere in sicurezza le piante dichiarate infette” raccontava Margherita D’Amico, biologa e patologa vegetale, intervenuta ieri all’incontro organizzato dal Comitato per la salvaguardia dell’ambiente e del territorio Valle d’Itria (qui la fanpage). L’evento, ospitato dal caffè letterario Undercover a Martina Franca, ha attirato diverse decine di interessati, perché l’argomento Xylella è di stretta attualità. La biologa ha letto al pubblico alcuni passaggi del decreto governativo, indicando quelli che sono i più controversi, a cominciare dall’obbligo di utilizzare alcuni fitofarmaci, la cui efficacia è stata provata dal CRSFA “Basile-Caramia” e dal CNR-IPSP di Bari. Tra i principi attivi utilizzabili, solo uno è indicato per l’agricoltura biologica ed è l’olio essenziale di arancio dolce, il cui costo è però molto importante. Ma per le aziende standard sono indacati invece altri principi, come l’acetamiprid, una neurotossina. Quello che emerge, comunque, è che non è stata ancora provata la relazione tra disseccamento e il batterio. “Il problema è che si continua a reiterare questa politica di espianti e uso indiscriminato di fitofarmaci, per combattere un batterio che secondo noi non è provato che sia la causa del disseccamento degli ulivi” ci spiega Angelo Cardone, uno degli animatori del comitato e moderatore del dibattito, “Gli ulivi dichiarati infetti nella zona cuscinetto nel Salento, dopo un anno, non mostrano alcun segno di disseccamento. Su questa vicenda si stanno sprecando troppe risorse puntando sul nemico sbagliato. La soluzione che proponiamo è fermare immediatamente gli espianti e i trattamenti chimici e capire qual è la vera causa del disseccamento degli ulivi nel Salento. Gli istituti che hanno sostenuto la relazione tra batterio e disseccamento procedono dritti in quella direzione. Sono l’istituto che si occupa di patologie vegetali del CNR di Bari, la Facoltà di Agraria di Bari, l’Istituto Agronomico del Mediterraneo di Valenzano e il Basile-Caramia di Locorotondo. Quando c’è una emergenza dichiarata si elargiscono fondi senza gare e senza rendicontazione. Secondo me chi ha sostenuto questa tesi non si tira indietro“.

Il comitato sta organizzando una manifestazione a Bari.

 

 


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