F1: test di Barcellona. Giovinazzi in pista dopo sei mesi con Sauber e Ferrari: “Ogni pilota vuole correre, se mi chiamano sono pronto”

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Antonio Giovinazzi, pilota di Martina Franca, torna in pista su una monoposto dopo sei mesi in occasione dei test di Barcellona, tradizionalmente una delle più impegnative a livello fisico per i piloti. Due giorni intensi per Giovinazzi che ieri, sulla Sauber C37, ha completato 135 giri facendo una prova di pescaggio benzina nel finale. Oggi invece è tornato sulla rossa di Maranello e al momento sta registrando il secondo tempo alle spalle di Bottas con la Mercedes W09. Gli unici al momento a scendere sotto il muro dell’1.17.

Davanti a tutti, dunque, c’è la Mercedes di Valtteri Bottas con il crono 1’16″904 ottenuto con gomme supersoft, che precede di una manciata di millesimi la Ferrari SF71H di Antonio Giovinazzi, che ha ottenuto la sua prestazione con gomme hypersoft.

Giovinazzi, in un’intervista pubblicata su motorsport.com, ha dichiarato di essere entusiasta per questo ritorno in pista in un test ufficiale: “Sei mesi di astinenza sono tanti! Di solito la pausa invernale di due mesi si fa già sentire quando si torna in pista, specialmente qui a Barcellona. Ma posso dire che fisicamente è andata molto bene, ed anche il programma di lavoro è stato completato senza imprevisti“.

Entusiasmo misto a speranza per un pilota che sa di non poter sbagliare più nulla, i test servono più ai tecnici delle squadre per raccogliere dati utili per il proseguo della stagione, quindi i tempi sono relativi, ma è anche vero che era importante farsi trovare pronto: “Alla fine è un test, farò ciò che mi chiederanno i tecnici della Ferrari così come ho eseguito quanto chiesto dalla Sauber. Ma nel caso del test Ferrari ci sarà un aspetto di interesse in più perché ho utilizzato molto il simulatore a Maranello, e queste prove mi offriranno la possibilità di valutare le correlazioni e capire eventuali differenze. Venerdì tornerò proprio al simulatore a Maranello per fare una comparazione con il test in pista. Ogni pilota vuole correre – chiude così l’intervista Antonio Giovinazzi. Se mi chiamano sono qui…”.


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