Scatigna scrive a Forza Italia e si prende una “pausa di riflessione”

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Politica


Arriva l’estate e come si sa ad essere messi in discussione  per primi sono gli amori adolescenziali, anche quelli che sembravano essere più navigati come quello che ha fatto battere il cuore elettorale tra il primo cittadino di Locorotondo e Forza Italia.

Il partito che ancora fa riferimento a Berlusconi ha peccato di attenzioni  insomma,  di  tutte quelle tenerezze che bisogna, necessariamente, scambiarsi con il proprio partner per far rimanere vivo il rapporto,  soprattutto se uno dei due ha portato a casa, nell’ultima tornata elettorale,  89mila voti.

Tutto questo si evince dalla lettera un po’ autocelebrativa (ca va san dire) di Scatigna indirizzata ai vertici del partito berlusconiano lo scorso 5 maggio, ma tirata fuori a poche dalla manifestazione pubblica contro la chiusura del Punto di primo intervento nel comune di Locorotondo.

Se qualcuno si aspettava  l’abbandono di Scatigna dalle fila di Forza Italia dovrà ancora aspettare… Scatigna al momento non se ne ghiuto e né soli ci ha lasciato parafrasando qualcuno che la sapeva lunga.

L’inevitabile  non è ancora successo,  Scatigna non si è, al momento,  tesserato con i “padani”   né pare abbia abbracciato  i leghisti  come più volte  si è lasciato intendere,  ha solo scritto una delle tante lettere di disappunto  che si potrebbe intitolare “amarezza estiva” o “pausa di riflessione” o “forse dovremmo cominciare a vedere altre persone”.

Al di là del lato sentimentale  quello che si evince  dalla lettera di Scatigna è l’allontanamento di un partito  troppo chiuso nelle stanze del potere  e lontano dalla base e soprattutto dai cittadini.

No, il lucky luser , come Scatigna si definisce nella lettera, non ci sta e tuona dai margini dell’impero. Come andrà a finire?

Lo scopriremo solo dopo l’estate, forse.

Ecco la lettere che Tommaso Scatigna ha inviato a  Silvio Berlusconi al Presidente Parlamento Europeo on. Antonio Tajani, al Coordinatore Regionale Puglia on. Luigi Vitali , al Coordinatore Provinciale Bari on. Paolo Francesco Sisto al Coordinatore Cittadino Locorotondo Antonio La Ghezza e per conoscenza anche  all’on. Mauro D’Attis.

Egregi Politici,

come sempre dichiarato in ogni occasione pubblica e privata, la mia profonda fiducia nel Partito e negli ideali di Centro Destra sono stati il faro a cui ho guardato, sia nei momenti di grande vittorie, sia nei momenti più difficili di tutto il movimento a cui mi fregio di appartenere. Ho sostenuto sempre e comunque ogni decisione che la Presidenza ha operato per il bene del partito, anche quando non ne condividevo appieno le ragioni e spesso, devo ammetterlo, mi sono piacevolmente ricreduto riconoscendo nei vertici capacità di direzione e lungimiranza nelle decisioni. Da qualche tempo, però, qualcosa è cambiato. La Direzione Nazionale viene spesso consigliata in modo discutibile, a mio parere. Da qualche tempo Forza Italia non rappresenta più i moderati del nostro Paese, ma una parte esigua di essi lasciando ampio spazio a chi non vive il territorio, a chi non si misura con i cittadini e, per questo, non riesce a respirare gli umori ed i malumori degli elettori. I dati elettorali sono la prova di tutto ciò che sto scrivendo. A maggior ragione sottolineo il mio disappunto e la mia delusione in merito alla considerazione che i vertici del partito hanno nei miei riguardi. Sono stato candidato al Senato della Repubblica, nonostante fosse la mia prima esperienza in una competizione Politica. Sono stato lasciato solo a trascinare il Partito in collegi uninominali difficili, in cui era palese la difficile lotta con il Movimento 5 Stelle. La mia totale adesione al Partito è stata preponderante rispetto alle possibilità di candidatura in altre compagini e alla Camera dei Deputati, in cui mi era stato assicurato un grande sostegno. Nonostante ciò, all’indomani del risultato (sono stato il primo ad essere votato fra le liste dei candidati di Forza Italia, con il numero più alto di voti personali) non ho recriminato. Ho accettato, da soldato semplice e da navigato politico, le scelte operate dai vertici del mio partito e dagli elettori. Nelle settimane successive mi sarei aspettato un maggior coinvolgimento nelle scelte del Partito in Puglia per le Amministrative 2018. Nonostante i miei oltre 89 mila voti raccolti nella provincia di Bari e in quella di Brindisi, in Comuni nei quali si rinnoveranno le cariche amministrative, nessuno ha pensato bene di coinvolgermi, di mettermi a parte di un rinnovamento politico che tutti chiedono ma che nessuno opera, mantenendo uno status quo che serve solo agli apparati. Sono convinto di essere stato un luky loser, un ripescato dalla politica dei palazzi, quella politica lontana dalla gente che vota, quella che stabilisce a tavolino e senza ascoltare la base, chi comanda senza dar conto dei risultati. E nonostante ciò, ho prodotto un risultato che mi fa andar fiero dei miei anni di gavetta politica, di amministrazione comunale da consigliere, da assessore ed ora da sindaco. Sono un punto di riferimento per il mio piccolo paese e per questo vi suggerisco di cercare su google Locorotondo e di conoscere realmente cos’è il paesello che amministro da 7 anni. Sono un punto di riferimento per i politici del circondario: sono loro che mi chiamano per avere suggerimenti, confronto e fiducia. Sono un punto di riferimento per la base, con cui i Vertici hanno perso i contatti. Sono un punto di riferimento per la base, non per i Vertici che continuano a muovere pedine in base a criteri che con gli elettori non hanno attinenza. La mia storia politica non mi consente più di essere confinato ai margini di un Partito che non valorizza i suoi talenti. La mia storia politica è fatta di scelte di campo, come recitava uno slogan di una delle tante competizioni politiche vincenti, appartenenti al passato. La mia storia politica mi porta, in questo momento, a prendermi una pausa di riflessione, per ponderare bene le scelte future. Ho dato tutto ciò che potevo al Partito. Ognuno raccolga ciò che ha seminato. Con stima, sempre”.

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