Calcio e sapori, conosciamo i nostri avversari: San Marco in Lamis

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Domenica 24 febbraio, in occasione del big match al vertice del girone A di Promozione pugliese, la società martinese ha indetto la “Giornata dell’orgoglio biancazzurro”. A fare visita al Martina sarà il San Marco, attuale seconda forza del raggruppamento lontana appena due punti. Come di consueto, puntuale arriva l’appuntamento con questa rubrica che presenta la compagine ospite narrandone le peculiarità dal punto di vista agroalimentare ed enogastronomico.

La storia della cittadina si intreccia con quella del monastero di San Matteo Apostolo; vista la sua posizione, questo edificio religioso garantiva protezione alla popolazione e, ancora oggi, può essere scambiato per un’antica fortezza. Nel 1793, con Regio Diploma del re Ferdinando IV di Borbone, a questo centro situato in pieno parco del Gargano fu concesso il titolo di città.

E proprio su questo promontorio mi dirigo per entrare nel merito della rubrica. Il primo prodotto della zona che ha attirato la mia attenzione è stata la muscisca. Tradizionalmente preparata con carne magra di capra garganica (oggi si usa anche la pecora) tagliata a strisce di lunghezza variabile tra 20 e 30 centimetri spesse un paio, salata, aromatizzata (con peperoncino, aglio e spezie locali tra cui primeggia il finocchio selvatico) e lasciata essiccare. Il suo nome deriva dal termine arabo mosammed che vuol dire duro. All’assaggio, infatti, si presenta coriacea oltre che speziata.

Sempre nella zona di San Marco si producono due famosi formaggi: il cacioricotta (di capra garganica) e il caciocavallo podolico. Rinomati sono i prodotti della Masseria Paglicci, in territorio di Rignano (pochi chilometri da San Marco). Il primo si produce prevalentemente in primavera ed in estate, il secondo invece tra ottobre e maggio.

Per accompagnare salumi e formaggi del territorio conviene scegliere un pane che è altrettanto tipico: quello di Monte Sant’Angelo. Questo è un prodotto molto particolare: si presenta con la crosta morbida ma al tempo stesso croccante e l’interno soffice e compatto.

Infine, per mantenere ben umida la bocca, l’abbinamento che consiglio questa volta è con una birra, in particolare una di quelle prodotte dal birrificio Gargantua di San Nicandro Garganico. Tra le etichette, visti anche i sapori forti di muscisca e caciocavallo podolico, bisogna assaggiare sicuramente la Gargantua – Gargano Amber Ale, insignita di una menzione speciale all’ultimo Beer Attraction che si è svolto a Rimini dal 14 al 19 febbraio. Questo prodotto ha ottenuto un ottimo quinto posto (da qui la menzione speciale) nella categoria birre scure, alta fermentazione, alto grado alcolico di ispirazione belga. La Gargantua è solo una delle quattro etichette del microbirrificio di San Nicandro. Gli altri prodotti, tutti da provare, sono: la Terrazzana (Pale Ale, nella versione speziata e nella versione agrumata) e la Punica (Red Ale al melograno).

(In foto la muscisca. Fonte: web)


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