Metro Valle d’Itria. I risultati di uno scherzo

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Politica, Società



Lo sappiamo che nessuno di voi c’è cascato e che avete condiviso la notizia della metropolitana in Valle d’Itria per fare a vostra volta uno scherzo. Vi abbiamo educati bene per il primo aprile, e continueremo a farlo, se ci saranno le occasioni.

L’idea della metropolitana in Valle d’Itria ci è venuta guardando un post su Instagram di un’esibizione artistica a Parigi, o Milano, non ricordiamo, e abbiamo pensato di proporla a nostra volta. I risultati sono stati bellissimi, sia perché in dodici ore l’articolo è stato letto da 25mila persone, sia perché è stato condiviso e riportato anche da Inchiostro di Puglia e dal Quotidiano.

La bellezza questa volta è stata data dal fatto che molti nonostante sapessero fosse uno scherzo, hanno davvero condiviso l’idea: un treno veloce per raggiungere gli altri paesi della valle e magari il mare. Vi immaginate? Ogni 15 minuti dalla stazione di Martina Franca un treno che in mezz’ora vi porta a Torre Canne, o in venti minuti a Ostuni. Lasciare l’auto, camminare a piedi, sfruttare i mezzi pubblici. Un’idea in linea con il Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile in cui si sta cimentando proprio Martina Franca (i cui governanti però mancano totalmente di ironia e non hanno capito l’opportunità servita sul piatto d’argento).

Ogni tanto è bello ricordarsi che la rete, il web, l’informazione, può generare cose positive, allegria, favorire lo scambio di idee, benessere. Così come dieci anni fa, quando si pensava ancora che fosse possibile un’intelligenza collettiva che avrebbe salvato il mondo. Il nostro pesce d’aprile è stata una classica fake news, che però invece di generare rabbia e odio ha generato ironia e qualche momento di leggerezza.

Non per tutti.

A proposito di governanti, a Polignano a Mare c’è stato un consigliere di Forza Italia che, letta la notizia falsa della metropolitana in Valle d’Itria, ha inviato un comunicato al sindaco con il quale lo intimava a fare lo stesso. Nel giro di pochissimi minuti, però, lo stesso consigliere ha inviato una nota di rettifica, ammettendo di non aver compreso la burla. La storia è riportata da Faxonline, in edicola oggi.


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