PUG di Martina Franca. Cosa sta accadendo?

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La redazione del Piano Urbanistico Generale di Martina Franca ha registrato una battuta d’arresto. Il 19 giugno scorso l’Ufficio di Piano del Comune, guidato da Lorenzo Lacorte, ha inviato una lettera ai progettisti (D:RH associati e Criteria srl) vincitori della gara nella quale venivano elencate decine di inadempienze che, secondo i tecnici comunali, sono i presupposti per la revoca del contratto firmato nel 2017. Il 3 luglio i progettisti rispondono all’Ufficio di Piano sostenendo, in estrema sintesi, che tutto quello che secondo il Comune manca si può risolvere facilmente e per il resto nel contratto non era specificato, dando appuntamento al 31 luglio per un incontro chiarificatore.

Il 30 luglio il sindaco avvisa i capigruppo di maggioranza che il giorno dopo si sarebbe tenutA una riunione importante e la mattina successiva Nunzia Convertini, Antonio Lafornara e Anna Lasorte si trovano ad assistere impotenti ad una riunione sull’argomento del PUG senza sapere nulla di quanto stesse accadendo. “Ero arrabbiata” ha commentato la consigliera Lasorte al Quotidiano di Puglia, “Se ci fosse stato avrei chiesto le dimissioni dell’assessore all’Urbanistica”. Quello stesso giorno i progettisti incontrano l’Ufficio di Piano e la sera c’è una riunione di maggioranza sull’argomento. Nessuno, a parte il sindaco e il gruppo guidato dal dirigente Lorenzo Lacorte erano a conoscenza della fase di stallo. “Ogni volta che chiedevo mi rispondevano che stavano studiando le carte” ha commentato Antonio Lafornara, presidente della Commissione consigliare sull’Urbanistica. Per almeno un mese e mezzo i consiglieri comunali sono stati all’oscuro di una vicenda che potrebbe portare la revoca dell’incarico ai progettisti e quindi ad un ritardo nella redazione del PUG, che dal 2012 è l’obiettivo principale di Franco Ancona.

Cosa ha rilevato l’Ufficio di Piano?

Documentazioni incomplete, formati dei file sbagliati o mancanti relativamente alla Fase 1 e alla Fase 2 del PUG. Per tutte le carenze rilevate, scrive Lacorte “si ritiene che la bozza del PUG consegnata non abbia i contenuti minimi di cui al bando, all’offerta tecnica e al contratto”, spiegando inoltre che l’ufficio non abbia il compito di correggere gli errori o «sopperire a carenze progettuali”. Quindi “le criticità sopra elencate costituiscono rilevante violazione delle previsioni contrattuali e rendono, inoltre, particolarmente oneroso e difficoltoso il lavoro dell’Ufficio di Piano; le stesse criticità, poi, rallentano l’iter di predisposizione del PUG, non potendosi, ovviamente, neppure ipotizzare l’avvio del confronto con la città sulla base della documentazione sopra prodotta”. Secondo Lacorte, i progettisti sarebbero in ritardo di più di un anno, rispetto agli impegni, di ben 532 giorni ai quali si potrebbe applicare una penale di centocinquanta euro giornaliere, tali da far risultare Dinale e colleghi debitori nei confronti del Comune di ben 79.800 euro. Ai professionisti veniva quindi chiesto di presentare entro quindici giorni le controdeduzioni e, se questo non fosse avvenuto o se fossero ritenuti insufficienti, si sarebbe addirittura proceduto con la risoluzione del contratto d’appalto.

Secondo i tecnici vincitori della gara per la redazione del PUG di Martina Franca, le osservazioni firmate da Lorenzo Lacorte non sarebbero, ovviamente, fondate, sia perché dal contratto non ci sono precisazioni su come inviare gli elaborati, sia perché Dinale e soci spiegano che “i documenti contrattuali non chiariscono i contenuti delle bozze del PUG lasciando conseguentemente il RTP autonomo nella interpretazione della sua struttura e contenuti” e che “non sono mai stati trasmessi chiari orientamenti di indirizzo per la redazione del PUG pur trattandosi di una attività prevista dalla convenzione di incarico”. Quello che fanno notare i redattori è una sorta di mancanza di comunicazione con il Comune: “le ulteriori carenze ora evidenziate, non sono mai emerse neppure negli sporadici eventi interlocutori avvenuti con il RUP e con l’Ufficio del Piano. Preme rimarcare infatti che nonostante i solleciti da parte dell’ATI di riscontro alla documentazione trasmessa, non è mai stato chiesto un confronto interlocutorio e di condivisione dei contenuti di carattere geologico e idraulico, per giungere alla stesura completa dei documenti”. Molte delle osservazioni, inoltre, sarebbero contenute nel Documento Programmatico Preliminare, redatto proprio dai tecnici del Comune di Martina Franca e approvato dal Consiglio comunale a marzo del 2015. I tecnici si mostrano disponibili a risolvere amichevolmente la vicenda, anche perché molte delle richieste fatte potevano essere evase in maniera veloce, senza ricorrere alla lettera del 19 giugno. Si legge ad esempio, al punto uno di pagina cinque della risposta: “L’erronea mancata trasmissione del documento cartaceo avrebbe potuto essere sanata a semplice richiesta”, facendo riferimento all’assenza di una tavola.

Le assenze della politica

Se secondo Lafornara “Non ha senso stare insieme” se il PUG si blocca, per Nunzia Convertini (PD) “Il sindaco mi ha chiesto scusa per non averci coinvolto” ma quello che non torna sono i tempi: perché da gennaio a giugno per comprendere che ci sono problemi coi materiali inviati? Bisogna dire che quello che sta emergendo negli ultimi giorni è la totale ignoranza riguardo l’argomento del Piano Urbanistico Generale da parte di quasi tutti gli esponenti politici martinesi, che siano di maggioranza o opposizione, tanto che molti, interpellati da noi, ci hanno risposto che prima devono studiare le carte. Eppure il PUG dovrebbe essere la Bibbia del politico, soprattutto se eletto, e non può permettersi di non conoscere l’argomento, lasciando in questo caso il sindaco/assessore all’Urbanistica, in totale e completa solitudine. Questo stato di solitudine politica in cui vive Ancona gli ha permesso di “dimenticarsi”, come ha commentato Lafornara, di avvisare i suoi consiglieri del grave problema, ma è anche determinato dal fatto che probabilmente lungo la strada non ha incontrato un compagno di viaggio capace di condividerne il peso.

Il punto è che il PUG va difeso dalle ingerenze, ma fino a che punto? E chi decide che il punto di vista di uno sia migliore di quello di qualcun altro? Il PUG disegna la Martina Franca del futuro e deve essere permeabile a tutte le istanze, nei modi e nei tempi opportuni, e non si può lavorare per mesi nell’assoluto silenzio, come se fosse un brevetto da mettere a punto. Come è possibile che i consiglieri comunali non si siano interessati alla vicenda? E nemmeno l’opposizione, che sembra aver appreso solo dalla stampa l’impasse in cui si trova il PUG.

Questo pomeriggio ci sarà una riunione di maggioranza alla presenza dei rappresentanti dell’Ufficio di Piano, durante la quale i politici chiederanno garanzia sui tempi e dal canto loro i tecnici spiegheranno nel dettaglio quali sono i problemi rilevati. L’aspetto positivo della vicenda è che finalmente i consiglieri comunali si sono resi conto che si sta lavorando sul PUG.

Si attende entro metà agosto le deduzioni alle controdeduzioni dei progettisti, una lettera ufficiale dalla quale si apprenderà se il processo di revoca contrattuale è ormai irreversibile o si avranno ancora margini di manovra.


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