F1: Lo strano week end di Giovinazzi in Belgio

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Formula 1, Sport


Definire “strano” il week end di Antonio Giovinazzi è un po’ un eufemismo, non solo per il ritiro all’ultimo giro durante la gara, dopo aver recuperato ben 9 posizioni (in realtà sarebbero state 10 con il ritiro finale della Mc Laren di Norris) dalla griglia di partenza, ma per tutto quello che è accaduto dal venerdì.

Sfortuna ed errori che Giovinazzi sembra pagare più di tutti quest’anno, sia i suoi che quelli legati alle strategie della scuderia, non sempre a suo favore.

Giovinazzi domenica stava terminando il suo penultimo giro, ma ha commesso un errore che ha compromesso la sua gara. Un errore in solitaria, con nessuno che avrebbe potuto impesierirlo. Ormai i giochi erano fatti e Antonio doveva solo guidare per un altro giro e mezzo senza commettere errori. La sua Alfa però è andata oltre il cordolo e, dopo aver toccato l’erba sintetica e aver perso il grip, si è scontrata contro il muro dopo un doppio testacoda.

Fortunatamente, nonostante la forte botta, il pilota è uscito dalla sua vettura indenne.

Ma la sfortuna, prima deell’errore, ha iniziato a volteggiare intorno ad Antonio sin dal venerdì. Prima ha dovuto trovare il giusto feeling con la nuova Power Unit Ferrari, montata in occasione proprio del GP del Belgio, e poi, quando il nuovo motore stava iniziando a mostrare il suo potenziale, gli è esploso alla fine del Q1 mentre stava rientrando ai box dopo un ottimo tempo e la qualifica per il Q2.

Sostituzione del motore e penalità con il declassamento all’ultima posizione in griglia. Nonostante questo il pilota di Martina Franca non si è abbattuto, mostrando in gara un ottimo passo e sorpassi degni del suo talento (non ancora del tutto esploso in F1). Una gara esaltante rovinata all’ultimo giro.

Una scalata incredibile sugellata con due manovre spettacolari ai danni della Toro Rosso di Gasly e della Renault di Ricciardo (all’esterno di Rivage sull’australiano) e una monoposto che finalmente sembra dargli qualcosa in più.

Fortunatamente c’è subito Monza per dimostrare che quello visto in Belgio, fino all’ultimo giro, è il vero Antonio. Rimane poco tempo per meritarsi la riconferma al volante della C38 anche per il prossimo anno.

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