Allarme sicurezza in Valle d’Itria. Pentassuglia scrive al Ministro dell’Interno

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C’è un problema di sicurezza in Valle d’Itria. Un territorio troppo vasto e diviso in tre province, che sono anche tre aree amministrative diverse per le forze dell’ordine. Un problema molto sentito, soprattutto in campagna, e allora Donato Pentassuglia, consigliere regionale del PD, ha scritto al Ministro Luciana Lamorgese, il 27 novembre scorso, chiedendo un riscontro o un incontro, con tutti i sindaci della Valle d’Itria. Non è la prima volta che scrive al Viminale: ai tempi di Salvini, non si ottenne alcuna risposta.

Cosa sta accadendo in Valle d’Itria?

“Spaccio di stupefacenti e furti stanno determinando gravi rischi per la comunità e lo scarso controllo potrebbe determinare un forte appeal a delinquere da parte di gruppi organizzati che vengono da altri territori”, si legge nella lettera.

“L’esigenza che raccolgo da attori sociali e economici rappresentanti un territorio interprovinciale, il quale abbraccia i capoluoghi di provincia di Taranto, Brindisi e Bari, ed il territorio intercomunale di Martina Franca”, scrive Pentassuglia, “e che include contrade densamente abitate tutto l’anno, ricadenti negli agri dei comuni di Locorotondo, Alberobello e Noci per la provincia di Bari, di Cisternino, Ceglie e Ostuni per la provincia di Brindisi”. Una comunità territoriale che “esige una necessità concreta di coordinamento delle Forze di polizia utili al controllo del territorio e delle diverse attività presenti”, perché “le stesse pattuglie risultano fortemente carenti nel loro numero rispetto alla enorme vastità del territorio e alle esigenze effettive”.

Donato Pentassuglia chiede, per questo, al Ministro, la possibilità di un progetto che possa permettere un miglior coordinamento tra le Forze dell’Ordine delle tre province coinvolte. “Assieme a Lei noi vorremmo condividere una nuova forte azione sistemica di controllo e di competenze territoriali che ruotino attorno ad un progetto moderno proiettato verso il futuro in termini di sicurezza” sotto il controllo del Commissariato di Martina Franca.

“È infatti paradossale far partire pattuglie da Martina Franca per controllare Comuni ubicati a 30-40 chilometri di distanza e non avere invece una opportuna competenza e rilevanza per i Comuni della Valle d’Itria stessa, i quali, al contrario, distano tra loro appena 9-10 chilometri”.


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