Cantieri, lavori e urbanistica. Il punto della fine dell’anno dell’Amministrazione Ancona

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La maggioranza quasi al completo ha accolto i giornalisti per la consueta conferenza stampa di fine anno. Lasciando il messaggio di auguri ad un video diffuso sui social, il sindaco Ancona ha provato a fare sintesi del lavoro fatto finora e degli impegni del nuovo anno, provando a evidenziare ovviamente i successi. A partire dai cantieri edili, opere per settanta milioni di euro che “hanno ricadute anche occupazionali e per le imprese del territorio”. Un territorio, una città che “non può vivere solo di turismo, ma è manifatturiera”, ci tiene a specificare Franco Ancona.

“Le amministrazioni che lavorano per il consenso parlano molto e fanno poco. Noi speriamo di concludere il nostro ciclo dimostrando alla città che è possibile cambiare la città accettando sacrifici momentanei, ma che saranno ripagati ampiamente nel futuro. Vorrei sottolineare che abbiamo investito 70 milioni di euro sul territorio, essendo quasi tutti lavori edili hanno ricadute immediate sul territorio, in termini lavorativi, dalle cave agli operai”, spiega il sindaco. “15 milioni di euro per l’ammodernamento del depuratore, e poi 5 milioni per distribuire nelle campagne. Il progetto è in mano all’AQP. Risolta l’emergenza dello scarico finale attendiamo di sapere che fine farà il depuratore. Poi ci sono 15 milioni per il nuovo Distretto Socio-Sanitario, che può servire anche per dare lavoro nell’immediato, finanziato dal FES, fatte le varianti approvate dal Consiglio Comunale. Di chiunque siano le opere, l’importante è che si facciano”, conclude Ancona.

Sul PUG, invece, argomento principale e obiettivo strategico dell’Amministrazione, un passaggio chiaro: “Abbiamo creato la terza area tecnica, che si occuperà al 90% di pianificazione urbanistica”, e quindi sembra chiaro che la fine del lavoro sul Piano Urbanistico Generale della città sarà fatto in casa, dal nuovo ufficio tecnico. Non si conoscono i tempi, non si conoscono ancora i nomi e non si sa, quindi, se questa soluzione sarà più o meno permeabile agli interessi dei grandi costruttori, che comunque fanno sentire la propria presenza in città. Sarà comune responsabilità del Consiglio comunale andare a risolvere i problemi relativi alla zonizzazione del territorio di Martina Franca, a cominciare dall’individuazione di una nuova possibile zona industriale, considerando che quella in contrada Cicerone (via Mottola) sembra aver esaurito lo spazio.

Per rimanere nell’ambito urbanistico, l’assessore Palmisano ha affermato che via De Gasperi, dopo lo stop al cantiere dovuto ai guai giudiziari dell’azienda che ha vinto l’appalto, dovrebbe essere riaperta al traffico da fine gennaio. Sul distributore API, invece, il consigliere Lafornara ha informato la stampa che nonostante la delibera di Consiglio, non è ancora stata fatta la determina dirigenziale per il ripristino dello stato dei luoghi: “Quando si tratta di comuni cittadini bastano tredici giorni”.

I cantieri possono creare disagi in città e per questo Ancona ha invitato la stampa a contribuire con il proprio lavoro a spiegare ai cittadini quale “rivoluzione silenziosa” si sta attuando.

“Un’altra rivoluzione silenziosa, per la quale serve il consenso informato dei cittadini: passare da un’amministrazione che aveva ogni impiegato col suo pc e il suo software: siamo un Comune avanzato dal punto di vista dell’agenda digitale, abbiamo collegato l’anagrafe al resto del mondo. Stiamo lavorando per rendere i servizi dello Stato Civile e dell’Anagrafe per rendere disponibile online per i cittadini”, spiega il sindaco, anche se, a dire il vero, ci vogliono giorni perché le PEC inviate al Comune siano lette o il server dell’Albo pretorio online è spesso offline.

Plauso dell’Amministrazione anche per la raccolta differenziata, per l’obiettivo raggiunto di Comune Riciclone, il riconoscimento di Legambiente per i comuni virtuosi nell’ambito della raccolta dei rifiuti. “Non possiamo andare oltre”, spiega il sindaco, “perché per un comune del nostro livello è difficile superare questi risultati”. Magari rivedendo il servizio, si potrebbe, ma non è il caso di fare polemica.

Infine un passaggio sulla mobilità. In questi giorni di festa come tutti hanno potuto constatare, Martina Franca è intasata di traffico, e ci vogliono diversi minuti per percorrere una qualsiasi strada. Secondo il sindaco “le persone devono spostarsi a piedi, usare i parcheggi di scambio che stanno per essere terminati. Il problema di Martina sono le auto con una sola persona a bordo”. Un problema generale, sociale e ambientale, ma come si fa a cambiare se i modelli di successo prevedono l’auto tra gli status symbol? Forse serve un lavoro culturale più che coercitivo. In tal senso Pasquale Lasorsa ha affermato che entro Pasqua la ZTL sarà pienamente operativa.

In conclusione l’invito all’opinione pubblica di essere sempre informata, “impegnata e cooperante” che possa collaborare con un sistema politico-economico che garantisca “uguaglianza e democrazia”. Ovvero, un invito alla cittadinanza a partecipare al cambiamento della città. Un’apertura, però, che rischia di essere tardiva, considerando la misura del distacco tra Palazzo Ducale e la città. Un distacco emotivo, dettato soprattutto dalla mancata volontà di comunicare bene da un lato e di informarsi approfonditamente dall’altro, ma soprattutto dall’assenza di un lavoro politico che possa fornire a Martina Franca un chiara visione del futuro verso cui si sta andando. Palazzo Ducale e la città, nonostante gli sbrilluccichii di questi giorni, non si parlano più e questa situazione non può che essere deleteria, soprattutto per i cittadini.


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