Coronavirus e economia. Latte invenduto e prezzi ribassati

Il latte degli allevatori pugliesi gettato o dato ai maiali, perché i centri di raccolta e i caseifici, anche a causa della chiusura dei locali, hanno chiesto una riduzione del 30% di produzione o uno sconto di diversi centesimi sul prezzo del latte, che rischia di scendere dai 42 attuali fino a 35 a litro, a causa della contrazione del mercato dovuta al coronavirus. Gli allevatori chiedono quindi una maggiore attenzione a quanto sta accadendo, anche a causa della competizione delle aziende produttrici del nord che, pur di liberarsi del latte, starebbero facendo prezzi coi quali non si può competere e questo, di conseguenza, si trasforma in un coltello alla gola per i locali.

Giuseppe Tagliente, presidente di Confagricoltura Taranto, spiega: “Il latte prodotto in Puglia non è mai bastato a soddisfare le esigenze dell’industria casearia. D’estate la percentuale di latte locale è del 30%. Ora invece ci chiedono di ridurre la produzione, sia perché le pizzerie sono chiuse sia perché dobbiamo competere con il latte del nord. Il problema della contrazione dei consumi c’è, ma non possiamo pagarlo interamente noi allevatori“. Per fare un kg di mozzarella per pizzeria, di fascia medio alta, servono dieci litri di latte, e una pizzeria arriva a consumare al mese in media 90 kg di prodotto. L’effetto della chiusura c’è.

Oggi si è tenuta una riunione in videoconferenza tra i rappresentanti di categoria e i consiglieri regionali, tra i quali Donato Pentassuglia, al fine di trovare una soluzione: “Una possibilità” spiega Pentassuglia “è quella di spingere sui prodotti stagionati, che potrebbero diventare uno stimolo per la ripartenza“.

(foto di Carlo Carbotti)

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