Coronavirus. Come avere l’anticipo della cassa integrazione

In quello che è un periodo economicamente difficile per tutti gli italiani è notizia di questi giorni l’accordo fra imprese, sindacati e banche per aiutare i lavoratori che a causa dell’emergenza Covid-19 sono stati costretti a rimanere a casa.

Chi è infatti in cassa integrazione potrà ricevere dalle banche un anticipo fino a 1.400 euro massimi: un aiuto immediato e concreto per dare subito disponibilità economica agli aventi diritto, che così non saranno costretti ad aspettare i tempi più lunghi dell’Inps.

Come ottenere il beneficio

Ovviamente gli aventi diritto sono i soggetti che – dopo la richiesta del datore di lavoro causa emergenza – sono in attesa dell’assegno di cassa integrazione dall’Inps. La finestra per presentare la domanda è dal 23 febbraio al prossimo 31 agosto, per massimo 9 settimane. L’anticipo potrà essere richiesto dai lavoratori agli istituti di credito che hanno aderito alla convenzione.

“Le banche favoriranno il ricorso a modalità telematiche, al fine di limitare l’accesso fisico alle filiali”, recita la nota congiunta post-accordo. Bisognerà quindi recarsi sul sito dell’ABI, scaricare il modulo, compilarlo e inviarlo via mail all’istituto di credito. Le banche invitano quindi gli interessati a non recarsi in filiale ma a richiedere tutte le informazioni via telefono.

Il modulo è abbastanza semplificato e richiede l’inserimento dei dati personali, I moduli sono chiari e richiedono di inserire i propri dati, autocertificare la propria condizione di lavoratore sospeso dal lavoro a zero ore e l’avvenuta richiesta da parte del datore di lavoro dell’ammortizzatore sociale.

L’anticipo massimo è di 1.400 euro, parametrato a 9 settimane di sospensione a zero ore lavorative e ovviamente rimodulato in caso di sospensioni inferiori e/o rapporti part-time.

Una volta riconosciuto il beneficio, la banca verserà l’importo su un conto aperto appositamente e che esenterà il lavoratore dal pagamento di ogni canone o interesse. L’anticipo verrà poi rimborsato dall’Inps.

La convenzione non sarà più valida dal 1 gennaio 2021.

“​Si tratta di un concreto aiuto alle famiglie in questo momento di emergenza che ha trovato pronta definizione grazie alle consolidate positive relazioni sindacali innanzitutto nel mondo bancario che hanno sempre consentito di individuare insieme gli strumenti utili nei momenti di maggior criticità, anche con attenzione alle altre categorie”, dichiara l’Associazione Bancaria Italiana sul proprio sito.

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