Festival della Valle d’Itria. Ancora tutto in sospeso: sarà il centro storico il nuovo palcoscenico?

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Quella che ci apprestiamo a vivere – ormai lo sanno tutti – sarà un’estate pesantemente rimaneggiata dall’emergenza coronavirus. Il concetto chiave ci viene ripetuto attraverso tutti i canali possibili ed è sempre quello: social distancing. Rispettare la distanza di sicurezza per contenere il contagio è una necessità, un mantra da ripetere per evitare che le terapie intensive si riempiano di nuovo e che i medici siano costretti a scegliere chi curare e chi no. Col virus dobbiamo convivere – dicono i virologi – ma questa è una convivenza difficile e che sta causando tra l’altro la cancellazione di diversi eventi culturali, o il loro pesantissimo rimaneggiamento. Tra questi c’è anche il Festival della Valle d’Itria di Martina Franca.

“La speranza è l’ultima a morire”, ha dichiarato il presidente della manifestazione Franco Punzi ma – nonostante i quasi 50 anni di esistenza e i tanti artisti succedutisi sul palco di Palazzo Ducale – il 2020 pare davvero l’anno della fermata. Tanti gli artisti che sui social stanno rispondendo ai loro fans all’ormai canonica domanda “Ma quando si potrà riprendere ad andare ai concerti o a teatro?”. La risposta è (purtroppo) corale: non prima del 2021. Il presidente Punzi però dalle colonne del Quotidiano è conscio delle difficoltà ma appare comunque fiducioso: “Avevamo un programma presentato anche alla Bit, la Borsa del Turismo di Milano, ma certamente non lo si può attuare. Noi riteniamo che dal 14 luglio e fino al 4 agosto, le date stabilite, Martina Franca debba essere comunque presente nel panorama della musica e dello spettacolo. Così abbiamo dato incarico al direttore artistico, Alberto Triola, e al direttore musicale, Fabio Luisi, di studiare un programma che tenga conto delle situazioni e dei limiti che si sono venuti a creare e rispettando le disposizioni di legge che ci saranno o già ci sono”.

Insomma un Festival “Covid-19 Edition” (espressione brutta ma che rende l’idea) rivisto e ripensato alla luce dei decreti e dell’emergenza? Punzi si lancia in avanti, ipotizzando l’uso degli “scenari naturali del barocco martinese, i chiostri, le masserie che sono state una felice riscoperta per il pubblico in questi ultimi anni, e il Palazzo Ducale aprirà le sue bellissime stanze”, il tutto perché “non possiamo tradire mezzo secolo della nostra storia”.

Il presidente immagina inoltre un Festival online, con una forte presenza sui social: “Raggiungeremo per la prima volta i cittadini, i conterranei e il nostro pubblico sparso nel mondo attraverso le nuove tecnologie. Che entreranno anche come nuove componenti nella formulazione degli spettacoli”. Un pensiero anche ai lavoratori, “perché non si sentano abbandonati e mi riferisco non solo a chi sale sul palcoscenico ma anche a chi sta dietro le quinte, a tutti coloro che animano i laboratori”.

Quando sarà possibile sapere qualcosa in più? Punzi spiega che bisognerà attendere il 18 maggio e le decisioni del governo Conte: “Siamo intanto in buone mani, con Alberto Triola e Fabio Luisi, ai quali chiediamo uno sforzo speciale sapendo di doverlo aggiornare giorno per giorno con le novità. Certo, per una volta tradiremo, le parole di Paolo Grassi, il nostro ispiratore. Sosteneva la necessità di unire platea e palcoscenico. Questa volta il palcoscenico entra nelle case che diventano platea”.

Da Palazzo Ducale arrivano però importanti novità. La scorsa settimana la Giunta Comunale si è infatti riunita in videoconferenza per discutere del Festival e della relativa concessione degli spazi. In sostanza la Giunta ha deliberato la concessione degli spazi tradizionalmente concessi all’organizzazione, anche se il tutto è “espressamente subordinato alle eventuali condizioni / limitazioni all’uso degli spazi e all’esercizio dell’attività in relazione all’andamento dell’epidemia da virus Covid-19”. La Giunta ha preso atto che il DPCM recita che “sono sospese le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura, ivi inclusi quelli cinematografici e teatrali, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato, che comportano affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro di cui all’allegato 1, lettera d)”.

La Giunta ha però espresso l’intenzione di collaborare con la Fondazione “Paolo Grassi” all’organizzazione della 46° Edizione del Festival della Valle d’Itria nel rispetto delle direttive ministeriali adottate per il contenimento dell’epidemia da Covid-19 ed anche delle eventuali nuove condizioni e modalità che saranno disposte dal Governo e dalla Regione relativamente all’uso degli spazi e all’esercizio di attività di spettacolo, eventi, manifestazioni.

La palla adesso passa al Governo, con quella che potrebbe davvero essere un’edizione all’insegna della sperimentazione.


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