Ceglie Messapica. Intervista al Presidente di Unitre: “Bisogna adattarsi alla nuova realtà per non scomparire”

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Società


Intervista al prof. Pietro Maggiore, Presidente Unitre – Ceglie Messapica, una realtà associativa molto viva e radicata nel tessuto sociale cittadino che conta circa 140 aderenti, oltre a numerosi simpatizzanti.

Buongiorno Presidente, cosa ha significato per l’associazione da lei rappresentata questo periodo di distanziamento sociale che ha stravolto le abitudini e lo stesso significato dell’essere associazione, non essendo stato possibile l’incontro ed il tipico stare insieme dei soci?

Per una Associazione come l’Unitre che pone le sue fondamenta sulla socialità, sullo stare insieme, sullo scambio intergenerazionale delle conoscenze, che fa cultura tutti i giorni, il lockdown imposto inizialmente con il DPCM 4/3/2020 e prorogato più volte, è stato un brutto colpo.
Per un momento abbiamo perso tutte le certezze, niente era più come prima. Niente più appuntamenti giornalieri con i nostri associati, scanditi dai corsi che, sei giorni su sette, si svolgevano presso la nostra sede o in palestra. Niente più ginnastica dolce, ballo, yoga, ricamo, prove del coro, corsi di lingua, pittura, arte, diritto ecc.. Niente più chiacchierate, risate. Sede chiusa, tutti a casa. Abbiamo immediatamente rivolto l’invito a tutti nostri associati di rimanere a casa come gesto di responsabilità e rispetto per tutti noi, per le nostre famiglie e per l’intera comunità.
Nei primissimi giorni abbiamo utilizzato i gruppi whatsapp per far conoscere il decalogo del ministero della salute per difendersi dal coronavirus, le informative della Regione Puglia e le ordinanze del Commissario prefettizio. Dopo le prime due settimane di sbandamento, ci siamo interrogati su quello che potevamo fare. Chiudere tutto, dichiarare chiuso definitivamente l’anno accademico o trovare altre strade?
Eravamo consapevoli della generale incertezza, ci erano ignoti, oltre ogni previsione, decorsi e tempi della pandemia.

Come si è adattata la vita e l’attività associativa a questa nuova situazione?

Non si poteva più aspettare. Per questo motivo, ho fatto alcune videochiamate ai componenti del direttivo ed ai docenti per uno scambio di idee. Tutti sono stati d’accordo che, specialmente in quel momento, l’Unitre non poteva fermarsi, c’era la necessità di continuare rivedendo le nostre modalità operative. In ciò ci è stato di aiuto la consapevolezza che oltre il 90% dei nostri associati, grazie ai corsi fatti negli anni precedenti, aveva una certa dimestichezza con i social ed in modo particolare con whatsapp e facebook. Con la consulenza tecnica di Valentina Carriero, la nostra direttrice del Coro, ed all’intelligente ed entusiasta disponibilità dei nostri docenti, abbiamo ridato nuova vita all’Associazione. Siamo partiti inizialmente dai gruppi whatsapp dedicati (gruppo soci, coro, pittura, inglese) dove inizialmente abbiamo postato il materiale che ci giungeva dai docenti. Ci siamo subito resi conto che gli associati ci seguivano, il materiale aumentava, dovevamo trovare altre modalità più incisive e dirette.
Grazie a Valentina è stato attivato un canale YouTube Unitre Ceglie dove mettere tutto il materiale e quindi abbiamo invitato nostri soci a iscriversi. Poi è stata riprogettata la pagina ufficiale Unitre Ceglie Messapica su Facebook ed abbiamo cominciato ad utilizzare Jitsi Meet, Zoom, Telegram per le video lezioni. Via via sono partite le prove del Coro Note d’Argento ed è stato realizzato un primo video con un brano di Jovanotti “Per la vita che verrà “che ha avuto un ottimo successo di visualizzazioni anche a livello nazionale. Poi sono iniziate le lezioni di ginnastica dolce a cura della prof. Maria Venerito, è stato completato il corso sulla Costituzione Italiana a cura dell’avv. Augusto Conte, le lezioni sull’arte a cura della prof. Maria Luigia Argentiero, il corso di pittura, il laboratorio teatrale, le conversazioni in inglese, la rubrica “5 minuti con un sorriso – accadde oggi” a cura dell’avv. Carlo Gasparro. Dal 6 all’8 maggio abbiamo organizzato la terza Estemporanea di Pittura (la prima in modalità online) col tema “La primavera vista dalla mia finestra”. Un grande successo con la realizzazione di opere pittoriche di sicuro interesse e con numerosissime visualizzazioni.
Negli ultimi 28 giorni, dal 15 aprile al 12 maggio, i nostri post sulla pagina ufficiale Unitre su facebook hanno raggiunto oltre 3200 visualizzazioni e oltre 2600 interazioni.

State progettando iniziative per il prossimo futuro ed in particolare per il periodo estivo, durante il quale, con le dovute prescrizioni ed il rispetto delle norme di distanziamento sociale, dovrebbe essere possibile godersi la bella stagione all’aperto?

Sono pessimista. Vedo nero il futuro per le associazioni che non sapranno adattarsi a questa nuova realtà. Molte associazioni, specie quelle più piccole scompariranno, altre come la nostra che vivono con il ricavato delle quote associative, vedranno diminuire il numero degli associati. In previsione di quelli che potranno essere gli scenari futuri abbiamo somministrato agli associati un questionario di gradimento sulle attività svolte online per renderci conto di quale potrebbe essere la nostra programmazione per il nuovo anno accademico. Di solito noi lo programmiamo nel mese di giugno, quest’anno penso che lo faremo a settembre. Molto dipenderà da come andranno le cose con la pandemia e con le disposizioni del governo.
Non penso che programmeremo qualcosa per l’estate. Gli anni scorsi abbiamo messo in scena due opere liriche, Cavalleria Rusticana e La Traviata. Avevamo programmato di fare qualcosa con il Coro. Non abbiamo i mezzi e le risorse economiche per assicurare il distanziamento sociale e l’osservanza delle disposizioni in materia di sicurezza. Per le prossime settimane riproporremo il festival dei Cori in versione online non potendolo fare dal vivo. Se Dio vuole festeggeremo con i soci il tradizionale Primo Giovedì di Settembre .

Come vede la città di Ceglie Messapica nel prossimo futuro? Su cosa si dovrebbe puntare, a parer suo, per consentire una migliore ‘ripartenza’ alla nostra città?

Intanto mi auguro di vedere Ceglie con una nuova Amministrazione Comunale che sappia gestire con saggezza e lungimiranza il dopo pandemia. Non tocca a me dire cosa si deve fare. La nostra città ha ormai una consolidata vocazione turistica e gastronomica. Ma credo che non sia sufficiente. Ci vorrebbe un rilancio dell’agricoltura mirata alla coltivazione e trasformazione in loco di alimenti che non produciamo più che costituiscono la base della nostra cucina tradizionale. Penso alla coltivazione delle fave, dei ceci (una volta Ceglie era famosa per i ceci coltivati sotto il Paretone), fagioli, grani selezionati (es. il grano Sen. Cappelli, Russello ecc.), un rilancio della produzione di olio extravergine di oliva di grande qualità e così via, con un sostegno mirato ed intelligente ai giovani che vogliono ritornare a coltivare le terre abbandonate dai loro genitori. Occorrerebbe rilanciare anche l’artigianato (sarti, falegnami, calzolai) che in passato ha dato da vivere dignitosamente a tante famiglie e quasi del tutto scomparso. Se a tutto questo si aggiunge un pizzico di cultura, non solo a parole, sostenendo il teatro (vero gioiello della nostra città ) e le associazioni più attive sul territorio, forse ce la possiamo fare.
In conclusione voglio citare quello che scrisse Mario Calabresi, già direttore della Stampa di Torino, in un suo libro di alcuni anni fa (molto bello che tutti i giovani dovrebbero leggere), dal titolo molto significativo “Non temete per noi, la nostra vita sarà meravigliosa”, mai come ora attuale .
La crisi c’è, ma non possiamo lasciarci cullare dal pessimismo, bisogna investire, inventare, studiare, fare ricerca, leggere, scoprire e immaginare. Immaginare oltre quello che ci hanno detto sia consentito. (La ruota continua a girare)”. Di questo abbiamo bisogno, amministratori, anziani e giovani.

Intervista a cura di Antonello Laveneziana


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