Intervista al Maestro Massimo Gianfreda, Presidente del Centro Artistico Musicale “Caelium” e Responsabile della “Casa della Musica” di Ostuni

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Società


Buongiorno Maestro Gianfreda, per il mondo dello spettacolo, della cultura, dell’arte e della musica cosa ha significato il blocco delle attività nel periodo di distanziamento sociale che ha stravolto non solo le abitudini, ma l’essenza stessa delle iniziative dal vivo?

Riguardo allo spettacolo e in generale alla cultura una cosa è evidente: nonostante il boom della tecnologia, dove ogni abitazione può trasformarsi in una sorta di navicella, di monade autosufficiente in cui vivere, lavorare e divertirsi, è sempre più forte la mia sensazione che la nostra società ha bisogno di occasioni di aggregazione e di fruizione collettiva. Mentre con l’utilizzo di internet è possibile far coincidere alcune necessità dell’individuo con il lavoro svolto ovunque, per le attività attinenti alla cultura in generale, e al mondo della musica in particolare, invece, c’è bisogno di prendere spazio sia nella sfera individuale, sia nella sfera della condivisione. Lo spettacolo dal vivo è l’occasione più stimolante di cui la società possa disporre. Rappresenta un’occasione insostituibile che dobbiamo riprendere con maggiore forza subito dopo questo periodo di emergenza.

C’è stata possibilità di adattare l’attività artistica di “Caelium” a questa nuova situazione, considerando che il lockdown si è verificato nel cuore delle iniziative previste dalla vostra annuale Stagione Concertistica che, per la prima volta, era strutturata su due diverse città?

Con l’entrata in vigore dei provvedimenti governativi per l’emergenza Covid-19 non è stato più possibile continuare o adattare l’attività che avevamo programmato nel Teatro Comunale di Ceglie e presso la Casa della Musica di Ostuni. Abbiamo dovuto sospendere sia l’attività concertistica, sia quella di numerosi corsi gratuiti presso la Casa della Musica che qui, brevemente, desidero ricordare: educazione musicale; video-scrittura musicale; canto corale; scrittura creativa e lettura di testi di grandi autori; body percussion; arte scenica; disegno e pittura; corso di liuteria e, inoltre, diversi corsi di strumento musicale. L’attività è stata avviata con successo per favorire la crescita culturale e l’aggregazione giovanile. Anche la partecipazione ai concerti ha visto un’importante partecipazione di pubblico proveniente anche da comuni limitrofi. Purtroppo tutto questo lavoro, realizzato con l’aiuto di soci e simpatizzanti della nostra associazione, è stato per il momento sospeso.

In vista della prossima riapertura dei teatri e dell’arrivo del periodo estivo, durante il quale probabilmente sarà possibile fare anche attività culturale all’aperto, state elaborando idee e progetti per riprendere il cammino purtroppo interrotto?

Certamente da parte nostra c’è il desiderio di riprendere le attività, ma sono da considerare attentamente le regole previste dal nuovo decreto che sono vincolanti e poco attuabili per noi. Nell’allegato 9 del DPCM 17-05-2020, che riguarda gli spettacoli dal vivo e cinema,  sono previste regole che scoraggiano chi deve assumersi l’onere dell’organizzazione. Tra gli adempimenti più problematici ricordo: misurazione della temperatura corporea agli spettatori, agli artisti, alle maestranze e a ogni altro lavoratore nel luogo dove si tiene lo spettacolo, impedendo l’accesso in caso di temperatura > 37,5°C; utilizzo obbligatorio di mascherine anche di comunità per gli spettatori; utilizzo della segnaletica per far rispettare la distanza fisica di almeno 1 metro anche presso le biglietterie e gli sportelli informativi, nonché all’esterno dei luoghi dove si svolgono gli spettacoli; regolamentazione dell’utilizzo dei servizi igienici in maniera tale da prevedere sempre il distanziamento sociale nell’accesso. Ci sono, inoltre, tanti altri punti che condizionano l’organizzazione di uno spettacolo dal vivo o di proiezioni di filmati in una sala cinematografica. Speriamo che per il prossimo periodo autunnale si possa tornare alla normalità anche con l’aiuto e la collaborazione delle competenti amministrazioni pubbliche.

Come vede il nostro territorio nel prossimo futuro ed in particolare le città di Ceglie Messapica e di Ostuni, dove si svolge maggiormente la vostra attività? Considerata la grande esperienza in campo artistico e culturale della vostra associazione, che proprio in questo 2020 è giunta alla sua 26^ Stagione Concertistica, su cosa si dovrebbe puntare, a parer suo, per consentire una migliore e proficua ‘ripartenza’?

Ceglie e Ostuni sono città importanti nel territorio regionale per il turismo, la gastronomia, la bellezza del paesaggio molto apprezzato da tanti turisti che visitano il nostro territorio particolarmente nel periodo estivo. Servono però interventi efficaci anche in altri settori come quello della cultura che di solito è all’ultimo posto nell’agenda della politica. A mio parere i piccoli contributi dati a pioggia senza nessuna prospettiva non servono a cambiare o a migliorare la situazione attuale. Per ripartire le amministrazioni pubbliche devono garantire prima di tutto sicurezza ai cittadini. Per l’organizzazione di eventi nel prossimo futuro dovrebbero servirsi di persone competenti, associazioni accreditate che oltre alla buona volontà abbiano competenze specifiche per ottenere il massimo risultato possibile. Servono progetti validi da realizzare con la collaborazione di associazioni ben organizzate anche dal punto di vista amministrativo. L’Associazione Caelium, ovviamente, è pronta a fare la propria parte. Per quanto ci riguarda, appena ci sarà la possibilità di operare in sicurezza, vedremo di recuperare tutti i concerti presenti nel cartellone della XXVI stagione concertistica e di riprendere tutte le attività presso la Casa della Musica di Ostuni, purtroppo sospese. Nel frattempo abbiamo avviato una collaborazione con il Collegium Musicum di Bari con la possibilità di ospitare una loro produzione.

Intervista a cura di Antonello Laveneziana


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